Invito alla lettura

Un volo di farfalla. Come la fede mi ha ridato il sorriso
di Rita Coruzzi, ed. Piemme - 13,50 €
Cari amici,
vogliamo sottoporre alla Vostra attenzione – invitandoVi a leggerlo e farlo conoscere – il libro "Un volo di farfalla. Come la fede mi ha ridato il sorriso" di Rita Coruzzi, edito da Piemme. In fondo a questo messaggio troverete l'invito alla lettura di Magdi Cristiano Allam e la Prefazione di Sua Em.za Cardinal Camillo Ruini, che costituiscono le prime pagine del libro.
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Sabato scorso, all'interno di una serata di presentazione del libro organizzata dall'Associazione Alleanza Cattolica a Torino, abbiamo avuto la fortuna di conoscere personalmente l'autrice e di intrattenerci per un paio d'ore con Lei: Vi possiamo assicurare, senza alcuna ipocrisia o esagerazione, che raramente si ha la possibilità di ascoltare – e di vedere poi incarnate! – convinzioni così edificanti sul senso che la sofferenza ha per un cristiano e sul suo valore salvifico.
Dal racconto della Sua vita – dall'allontanamento da Dio in seguito al fallimento dell'operazione che Le avrebbe dato la possibilità di camminare normalmente fino al ritorno alla fede durante un pellegrinaggio a Lourdes – emerge una coraggiosa, serena e fiduciosa accettazione della volontà di Dio da cui consegue la donazione della propria sofferenza e disabilità per la conversione dei peccatori.
Nell'eroica testimonianza di fede che Rita sta dando a tutti coloro che la incontrano e che leggono il suo libro prendono mirabile forma le parole che Benedetto XVI ha rivolto ai malati nella Piccola Casa della Divina Provvidenza lo scorso 2 maggio in occasione del Viaggio Apostolico a Torino: «Cari malati, voi svolgete un'opera importante: vivendo le vostre sofferenze in unione con Cristo crocifisso e risorto, partecipate al mistero della sua sofferenza per la salvezza del mondo. Offrendo il nostro dolore a Dio per mezzo di Cristo, noi possiamo collaborare alla vittoria del bene sul male, perché Dio rende feconda la nostra offerta, il nostro atto di amore. Cari fratelli e sorelle, tutti voi che siete qui, ciascuno per la propria parte: non sentitevi estranei al destino del mondo, ma sentitevi tessere preziose di un bellissimo mosaico che Dio, come grande artista, va formando giorno per giorno anche attraverso il vostro contributo. Cristo, che è morto sulla Croce per salvarci, si è lasciato inchiodare perché da quel legno, da quel segno di morte, potesse fiorire la vita in tutto il suo splendore. Questa Casa è uno dei frutti maturi nati dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo, e manifesta che la sofferenza, il male, la morte non hanno l'ultima parola, perché dalla morte e dalla sofferenza la vita può risorgere. […]
[…] se la passione dell'uomo è stata assunta da Cristo nella sua Passione, nulla andrà perduto. Il messaggio di questa solenne Ostensione della Sindone: "Passio Christi – Passio hominis", qui si comprende in modo particolare. Preghiamo il Signore crocifisso e risorto perché illumini il nostro pellegrinaggio quotidiano con la luce del suo Volto; illumini la nostra vita, il presente e il futuro, il dolore e la gioia, le fatiche e le speranze dell'umanità intera».
Rita ha accettato di abbracciare la propria Croce, di seguire e servire Gesù ogni giorno, «costi quel che costi» (Benedetto XVI, 18 agosto 2005): chiediamo alla Vergine Maria, che in questi giorni di Novena invochiamo con il titolo di Madonna Ausiliatrice, che doni anche a noi il coraggio e la forza di accettare le fatiche e le sofferenze – che a ben guardare sono, spesso, ben poca cosa – che giorno per giorno siamo chiamati ad affrontare; affinché possano servire alla nostra salute spirituale e per la conversione di coloro che non credono in Dio.
Non ci resta, pertanto, che rinnovarVi il nostro accorato e sincero invito ad acquistare, leggere e diffondere il libro! Segnaliamo anche che sul sito www.bol.it il libro è in offerta 3x2: per ogni 3 libri acquistati uno è in regalo!
Vi porgiamo un caro augurio di un buon proseguimento di settimana in Gesù e Maria,
I Responsabili dell'Associazione Due minuti per la vita
Invito alla lettura di Magdi Cristiano Allam
Quando incontrai per la prima volta Rita a Bologna, in compagnia della sua mamma Marta, me ne innamorai immediatamente. Era il 16 giugno 2009, un martedì. L'appuntamento per gli iscritti e i simpatizzanti del movimento "Protagonisti Per l'Europa Cristiana" era alle ore 19 presso la chiesa dell'Istituto Salesiano in via Jacopo della Quercia, nei pressi della Stazione Centrale. L'occasione era la partecipazione a unamessa di ringraziamento per il buon successo alle elezioni europee svoltisi il 6 e 7 giugno, che mi hanno consentito, nella veste di presidente del movimento e candidato indipendente nella lista dell'Udc per il Nord-Ovest, di conquistare un seggio al Parlamento Europeo, così come hanno registrato un buon esordio sulla scena politica della nostra Elena Rizzi che ha concorso sempre come indipendente nella lista dell'Udc per la Circoscrizione del Nord-Est.
Rita mi ha colpito subito per la sua straordinaria vitalità. E' a tal punto ricca dentro che la sua vitalità è straripante, incontenibile, inevitabilmente contagiosa. Mi ha cercato prima ancora che mettessi piede dentro la chiesa, mi ha fissato con lo sguardo ancorandomi alla sua persona in una stretta avvincente, si è presentata evidenziando l'essenza positiva e costruttiva che dimora in lei: il dono sublime di una fede cristiana solida che lei testimonia con un amore sconfinato per la verità assoluta e trascendente, fino a elevarla a ragione stessa della sua esistenza terrena percepita esclusivamente come una dimensione interiore, dove la libertà autentica si traduce nell'essere pienamente se stessi. In questo contesto del tutto singolare Rita è una giovane che spiritualmente vive con la schiena dritta e a testa alta, a dispetto del fatto che l'avversità fisica la costringe a restare immobile sulla carrozzina.
Rita ti cattura con la sua passione per noi persone create a sua immagine e somiglianza del Creatore, una passione che lei manifesta con l'abbraccio, il pensiero, le parole e soprattutto la scrittura. Rita sente dentro di sé un'irrefrenabile voglia di rappresentarci il suo animo ricco e bello tramite la scrittura. Per lei è il segno tangibile della sua testimonianza cristiana concepita tra noi e per noi. Fu così che mi parlò subito di questo libro che stava ultimando, chiedendomi di poterle dedicare poche righe come "invito alla lettura". Me lo domandò con l'afflato di chi esprime il desiderio della vita, un modo di porsi che travalica il contenuto apparente e acquisisce un valore superiore, che si traduce sostanzialmente nell'aspirazione a unire i nostri due animi per l'eternità.
Ho spontaneamente accolto con gioia la sua richiesta. Lei era euforica perché percepiva di aver legato la sua vita a quella dell' "eroe cristiano del nostro tempo", come mi definì. Le risposi che ero io a nutrire nei suoi confronti una profonda gratitudine perché tramite la sua testimonianza riscoprivo il fascino assoluto del mistero della vita. E' lei l'incarnazione della sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale.
Rita ti riempie dentro con il suo amore per Gesù Cristo, il Dio che si è fatto uomo scegliendo il sacrificio della croce per redimere l'umanità e donare a tutti noi la vita eterna. Un amore in cui lei si identifica in modo integrale, fino a considerare la propria croce come un dono divino. Al punto che io rimasi sconvolto, ammirato ed estasiato quando rivolgendosi a me disse: "Se oggi il Signore mi facesse la grazia della guarigione, io non lo vorrei. Perché grazie alla mia condizione io ho conosciuto la realtà profonda del rapporto vivo con Gesù Cristo". Parole che ho ritrovato proprio nella conclusione di questa commovente e affascinante autobiografia: "Io rimango sulla mia carrozzina, con la mia sofferenza ma una vita piena di ricchezza, una vita che mi da la felicità, molta più di quella che probabilmente avrei come persona sana, ma soprattutto resto con Te nella sofferenza. Il mio cammino mi ha portato a questo, questa è la mia scelta, di vedere Te nel mio corpo e di non desiderare altro che non sia Te sulla croce con me vicino, mio Signore e mio Dio".
Carissima Rita, noi ti saremo infinitamente grati per la tua straordinaria testimonianza di una vita vissuta autenticamente come realizzazione di ciò che si considera essere l'essenza della nostra esistenza terrena. Tu, che il Destino ha prescelto per mettere alla prova la tua fede riservandoti il sacrificio di chi non può liberamente e totalmente disporre del proprio corpo, stai insegnando a noi persone apparentemente fortunate perché possiamo camminare e anche correre ovunque vogliamo, che la felicità autentica è nell'essere e non è nell'avere. Ma soprattutto che la vita è un dono che si testimonia con l'amore genuino di chi si offre gratuitamente al prossimo per scaldare i cuori gelidi e illuminare le menti disorientate.
Sì, vi invito convintamente e fortemente a leggere l'autobiografia di Rita. Più persone la leggeranno ed accoglieranno il suo messaggio, più la vita di Rita sarà tutt'altro che il volo di una farfalla: resterà la testimonianza di una vittoria morale che vivrà eternamente.
Prefazione di Sua Em.za Card. Camillo Ruini
La lettura di questo libro mi ha toccato in profondità. Conosco Rita Coruzzi da tanti anni e ho sempre provato per lei affetto e amicizia, per la forza e l'ottimismo con cui affronta una situazione umanamente molto pesante. Ma questo libro è stato per me una rivelazione, mi ha condotto per mano dentro a una personalità e a un'esperienza di vita che non immaginavo così ricche, forti e consapevoli, così nutrite di fede e lucide nella propria fede.
Rita offre ai suoi lettori un punto di vista davvero diverso e inusuale, diverso al punto da poter apparire incredibile, non autentico, forzato e artificioso. Se però riusciamo a liberarci da facili pregiudizi, o meglio a uscire un poco da noi stessi per dar spazio a un'esperienza e a una prospettiva di vita diverse dalle nostre, arriviamo facilmente a renderci conto che Rita descrive semplicemente quello che vive.
All'origine vi è sicuramente una situazione di grave disabilità, una lotta con la sofferenza e con le pesanti limitazioni che accompagnano Rita dalla sua nascita, ma è impossibile ricondurre tutto a queste origini. Al contrario, emerge da queste pagine come, attraverso i limiti e le sofferenze, si faccia strada la "conversione", una conversione faticosa e sofferta ma altrettanto lucida e radicale, che conduce Rita a cambiare e a rovesciare quell'approccio alla vita, in concreto alla vita di un disabile, che era spontaneo in lei come in tutti e che veniva continuamente alimentato e rafforzato dalla gran parte delle persone che normalmente la circondavano.
Certo, in questa conversione è all'opera la volontà di vivere, la forza della vita, che in Rita è presente in sommo grado. Ma questa forza, come Rita sa molto bene, non basta da sola, non sostituisce un'altra forza e un'altra presenza, misteriosa e tuttavia decisiva, che dà alla volontà di vivere un orientamento preciso: Dio ha messo nel cuore di questa ragazza profonde radici, le ha offerto la chiave che le ha permesso di entrare in un mondo nuovo, non distaccato dal mondo dell'esperienza e della sofferenza quotidiana ma capace di donare gioia di vivere e straordinaria generosità nel fare il bene.
In tutto ciò che scrive, Rita appare molto sincera. Lascia emergere senza falsi pudori una personalità forte e determinata, un'intelligenza che penetra nei risvolti dei comportamenti propri e altrui, e anche una buona dose di realismo e senso pratico. Non è affatto, dunque, il tipo che evade dalla propria situazione per rifugiarsi in illusorie consolazioni. Rita, come sua madre, «accetta ma non si rassegna».
Pur avendo solo 23 anni, Rita è già padrona dell'arte della scrittura. Il suo stile è moderno e diretto, semplice e immediato: uno stile adatto a un argomento delicato e personale come quello affrontato in queste pagine. La lettura è dunque coinvolgente, dà l'impressione di farci entrare in un mondo diverso ma vero. E anzi ci aiuta a capire meglio noi stessi, quel mistero di luci e di tenebre di cui è fatta la vita non solo dei "disabili", ma delle persone dette "normali". Penso perciò che questo libro troverà molti lettori.