Perché da cattolici abbiamo scelto Cota. Intervista a Massimo Introvigne
di Emanuele Pozzolo, La Padania, 25 febbraio 2010
C'è fermento nel mondo cattolico piemontese sulle prossime elezioni regionali; dopo il tradimento dell'UDC verso i valori cristiani la galassia cattolica volge il suo sguardo altrove, verso candidati più credibili e verso credenti più onesti. Dopo la firma del "Patto per la vita", si annuncia una nuova grande novità: Alleanza Cattolica renderà noto oggi ufficialmente il suo appoggio politico a Roberto Cota. È la logica evoluzione dell'alleanza organica che sta prendendo forma tra il candidato leghista e il mondo cattolico.
Il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, la "voce del Magistero del Papa" sui giornali e alla radio Marco Invernizzi, il sociologo delle religioni torinese Massimo Introvigne, l'ex componente del Consiglio Superiore della Magistratura Mauro Ronco: che cosa hanno in comune? Sono tutti soci di Alleanza Cattolica, un'associazione che quest'anno celebra i suoi cinquant'anni di attività e che ama definirsi non movimento ma agenzia, impegnata nella diffusione del Magistero pontificio e di una cultura che nasce dai principi insegnati da quel Magistero. In tanti anni di attività, Alleanza Cattolica si è spesso occupata di elezioni richiamando i "principi non negoziabili" in tema di vita, famiglia e libertà di educazione. Ma non ha mai esplicitamente sostenuto né un partito né un candidato, neppure quando chi si presentava alle elezioni era un suo socio. Ora, in Piemonte, la svolta. L'associazione fondata nel 1960 dal piacentino Giovanni Cantoni per la prima volta nella sua storia esce allo scoperto con un manifesto dal titolo "Per la vita e la famiglia, Alleanza Cattolica ha scelto Cota" e con il lancio del sito Internet www.alleanzapercota.org.
D. Perché questa svolta? Lo chiediamo a Massimo Introvigne, che di Alleanza Cattolica è vice-responsabile nazionale e che firma a nome di Alleanza Cattolica il manifesto per Cota insieme a Mauro Ronco, responsabile regionale in Piemonte che tra l'altro ha appena concluso il suo mandato come presidente dell'Ordine degli Avvocati di Torino.
"Tutto parte, come sempre per noi, dal Magistero della Chiesa che invita a far prevalere nelle scelte politiche i principi non negoziabili in materia di vita e famiglia. Ci sono candidati in queste elezioni regionali che per la loro biografia sono l'incarnazione stessa dell'avversione a questi principi, come Emma Bonino o appunto Mercedes Bresso in Piemonte. Beninteso, spetta ai laici trarre le conseguenze pratiche e politiche dei principi e nessuno pensa di tirare per la giacchetta l'autorità ecclesiastica. Ma che si tratti di aborto, RU486, caso Eluana Englaro, matrimoni gay la Bresso è tecnicamente intollerabile".
D. Contro la Bresso, dunque, ma non – o almeno non ancora – contro la Bonino con un'iniziativa parallela della stessa ampiezza. Perché?
R. "Credo che nessuno abbia dubbi – precisa Introvigne – sulla nostra totale e assoluta opposizione alla Bonino. Ma il caso del Piemonte ci chiama più direttamente in causa perché ci sono cattolici molto noti, nell'UDC ma anche nel PD, che si schierano con la Bresso, inducendoci a non tacere. Inoltre la nostra non è solo una scelta 'contro' la Bresso ma 'per' Cota, che conoscevamo già per le posizioni espresse in Parlamento sul caso Eluana e sul riconoscimento delle unioni omosessuali. La sottoscrizione il 24 febbraio a Torino del 'Patto per la vita e per la famiglia' da parte di Cota è un fatto storico e senza precedenti a questi livelli in Italia, sia perché gli impegni sono precisi, dettagliati e tecnici, sia perché non si tratta di una semplice dichiarazione di buona volontà ma di un patto bilaterale sottoscritto con quattro garanti, uno dei quali sono io, che vigileranno – e lo faremo davvero – sugli impegni assunti".
D. Introvigne, ma non temete che qualcuno vi rimproveri per avere sostenuto un candidato della Lega Nord? Dopo tutto il Carroccio si dice non sia in sintonia con la Chiesa sul tema dell'immigrazione…
R. "Non privilegiamo nessun partito ma collaboriamo con anni e con profitto con esponenti della Lega come Massimo Polledri. Qui, però, c'è un duplice inganno. Si imbrogliano i cattolici quando si dice loro che tutte le questioni sono sullo stesso piano: l'aborto, l'eutanasia, la gestione del problema dei clandestini, e magari la TAV o il nucleare. Sono tutte questioni serie ma il Papa invita a dare priorità assoluta a vita e famiglia. E su vita e famiglia fra Cota e Bresso non c'è neppure partita. Secondo imbroglio: si presenta il programma di Cota sull'immigrazione come contrario alla dottrina sociale della Chiesa. È tutto il contrario: è la Bresso che nel suo Piano Immigrazione esalta quell''eclettismo culturale' per cui tutte le culture sono uguali che Benedetto XVI condanna nell'enciclica "Caritas in veritate". Né chiudere gli occhi di fronte ai clandestini è conforme alla dottrina sociale della Chiesa, che nel "Catechismo" al contrario ammette limitazioni all'immigrazione in nome del bene comune. Non bisogna confondere l'opinione del tal prete o del tal monsignore con i documenti ufficiali della Chiesa. Bisogna dirlo con chiarezza, uscendo da complessi d'inferiorità: anche sull'immigrazione il programma di Cota è più ragionevole del Piano Bresso".
D. Un messaggio finale?
R. "Se sarà confermato, dice Introvigne, che nel listino della Bresso ci sarà il comunista Vincenzo Chieppa si aprirà una vera e propria questione morale. La morale non è solo personale, è anche sociale. Chieppa sarà personalmente onestissimo, ma eleggere qualcuno che ha applaudito la sentenza contro il crocefisso, ha invitato a boicottare i prodotti israeliani, inneggia regolarmente a Fidel Castro e collabora a siti Internet che proclamano come i sovietici abbiano fatto bene nel 1968 a stritolare la Primavera di Praga sotto i carri armati pone una questione morale non meno seria di altre. Quello degli accordi 'tecnici', che non esistono nella legge elettorale del Piemonte, è solo un altro imbroglio. L'accordo o c'è o non c'è. E chi fa la croce sulla Bresso, o anche solo sull'UDC, a meno che votando UDC non faccia la croce anche su Cota, vota automaticamente il listino ed elegge dunque Chieppa".

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