URGENTE


09 febbraio 2010

CS - Precisazioni sull'intervista odierna de Il Giornale - 9 febbraio 2010

Torino, 9 febbraio 2010

Comunicato stampa

In merito all'intervista a Giovanni Maria Leotta – Responsabile Nazionale dell'Associazione – pubblicata su Il Giornale di oggi, martedì 9 febbraio, a pagina 11, si segnala che:

1. c'è stato un refuso di trascrizione della telefonata intercorsa con la giornalista, in merito alla percentuale di influenza della depressione nelle donne che hanno abortito volontariamente. Lo studio citato (T. Cantelmi- C. Cacace, Aborto volontario e salute mentale della donna, in Studia Bioethica, vol. I, n. 2, 2008, pp. 142-147) afferma letteralmente (p. 145) che: «L'incidenza della depressione nelle donne che abortiscono una gravidanza indesiderata è superiore rispetto alle donne che la portano a termine. Secondo uno studio recente le donne che abortiscono la loro prima gravidanza incrementano del 65% le probabilità di ammalarsi di depressione, rispetto alle donne che la portano a termine e tale rischio tende ad aumentare al diminuire dell'età. I sintomi depressivi maggiormente riscontrati sono: umore triste, insonnia, difficoltà di concentrazione, disturbi sessuali e problemi relazionali con il partner, pensieri di suicidio, episodi di pianto improvviso ed incontrollato, perdita della stima di sé, perdita dell'appetito e perdita della motivazione. Dal 30 al 50% delle donne va incontro a problemi di natura sessuale, di breve o lunga durata, che iniziano subito dopo l'i.v.g. Essi comprendono: perdita del piacere nei rapporti sessuali, dolore, avversione verso il sesso o verso gli uomini in generale, o, al contrario, sviluppo di un comportamento sessuale promiscuo.».

2. la frase «So che dolore può essere vedere la propria compagna abortire», riportata nella prima risposta, può lasciare intendere che l'intervistato abbia vissuto personalmente la stessa dolorosissima situazione dell'autore della lettera pubblicata da Il Giornale domenica 7 febbraio. Ciò non corrisponde a realtà ed il virgolettato deve essere letto come espressione di sincera umana vicinanza e cristiana comprensione del dolore e dell'angoscia che Marco sta vivendo in questi giorni, costretto in una situazione di assoluta impotenza di fronte all'idea dell'imminente uccisione del proprio figlio.

L'Ufficio stampa.

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