30 giugno 2009
Ecco la vera "fede adulta"!
27 giugno 2009
Abolito il President's Council on Bioethics: continua la nefasta rivoluzione bioetica di Obama.
Obama smatella il Consiglio bioetica di Bush e crea la sua commissione
Intanto a New York lo stato compra ovuli per la ricerca
di Valentina Fizzotti © IL FOGLIO 27 giugno 2009 pagina 2
La settimana scorsa Peter Augustine Lawler ha ricevuto una gentile letterina con cui la Casa Bianca gli comunicava che nel giro di 24 ore sarebbe stato fuori dal President Council of Bioethics americano. Gli si diceva anche che "il presidente Obama riconosce il valore di una commissione di esperti di bioetica che forniscono consigli obiettivi e non ideologici in materia alla sua Amministrazione".
Non un gran valore, visto che il presidente ha smantellato pezzo per pezzo il Consiglio creato da Bush nel 2001. Potrebbe essere banale spoil system, non fosse che il Consiglio avrebbe restituito il mandato a settembre, e che in ballo aveva ancora un'ultima assemblea e due progetti aperti. Più probabile invece che al presidente non abbia fatto piacere la lettera, firmata da 10 membri su 18, che criticava il suo ordine esecutivo del 10 marzo, con il quale eliminava il veto al finanziamento dei progetti di ricerca che riguardano le cellule staminali embrionali create ad hoc.
La scusa ufficiale per il cambio di poltrone è che il Council sarebbe un "gruppo di consulenza a predisposizione filosofica", mentre Obama ha bisogno di altro: una nuova commissione, che sarà nominata presto, che "offra opzioni pratiche per le politiche". Di questa nuova commissione farà probabilmente parte Alta Charo, dell'Università del Wisconsin, membro del transition team di Obama. La stessa che ha pubblicamente liquidato il Council come "un'associazione di dibattito pubblico". Ma di dibattito all'interno del consiglio, spesso tacciato di ideologismo, ce n'era parecchio se, come racconta Lawler sul Weekly Standard (http://www.weeklystandard.com/Content/Public/Articles/000/000/016/647lsgni.asp), Robert George di Princeton dimostrava come scientificamente non esista alcuna differenza fra un embrione e un adolescente, mentre per il neuroscienziato più famoso del paese, Michael Gazzaniga, un essere umano vero aveva cervello e cuore. Fino a oggi se la sono cavata con "un dialogo socratico" che presentava al presidente le differenti opinioni tra cui trovare un compromesso.
Obama, il re dei compromessi, in fatto di bioetica ha fretta. L'Istituto Nazionale di Sanità americano sta lavorando a nuove linee guida sui finanziamenti federali alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Che dovranno essere pronte per il 7 luglio, anche perché sino ad allora i finanziamenti rimangono bloccati dalle restrizioni del Congresso. Così, alcuni stati hanno deciso il fai da te.
A New York "donare" un ovulo alla ricerca può fruttare fino a 10 mila dollari, usciti direttamente dalle tasche dei contribuenti. Due settimane fa, l'Empire State Stem Cell Board ha deciso che sarà possibile finanziare l'acquisto con fondi statali (compresi i 600 milioni stanziati nel 2007 per un maxiprogetto di ricerca sulle cellule staminali). D'altro canto, si dice, se comprare gli ovuli è possibile per le cliniche che praticano la fecondazione eterologa, perché non dovrebbero poterlo fare i centri di ricerca? E mentre Obama decide di poter fare a meno del comitato bipartisan sulla bioetica, gli stati cercano un rimedio alla penuria di ovociti, indispensabili per la ricerca sulle staminali embrionali. Quello di New York è il primo ad aver trovato una soluzione, anche se contraria alle linee guida dell'Accademia nazionale della scienza.
Dopo una campagna di due anni, costata centomila dollari, l'Università di Harvard aveva convinto una sola donatrice. Alla fine il problema sono i soldi. "Nella nostra società tempo e oneri si pagano", ha detto Susan Solomon, fondatrice e ad della New York Stem Cell Foundation, la stessa che esultando per il nuovo corso bioetico del paese sull'Huffington Post ha scritto che Bush era addirittura andato contro Roosevelt. Oggi, al tempo della crisi, si prevede un assalto di donne povere cui non sembrerà vero di portarsi dentro gioielli da migliaia di dollari. Peccato che per ottenerli è necessario farsi bombardare di ormoni e sottoporsi a un intervento chirurgico, e che un terzo delle donne che si sono sottoposte a questo tipo di trattamento hanno avuto danni alla salute.
Come ha detto il reverendo Thomas Berg, l'unico ad aver votato contro nel board newyorkese, in molte decideranno di approfittarne, "non ci vuole uno scienziato nucleare per capirlo".
Intanto ieri in Italia il Comitato nazionale di bioetica ha approvato a maggioranza un documento che boccia la ricerca sugli embrioni ibridi, quelli ottenuti mischiando materiale genetico umano e animale, possibili in Gran Bretagna ma vietati da noi dalla legge 40. E ha chiesto una moratoria su questo tipo di sperimentazione anche negli altri paesi.
Obama sciogle il Comitato di bioetica di Bush
Da Kass a Pellegrino, con Bush la bioetica ha avuto un potere senza eguali
Obama ha sciolto il Comitato che aveva un che di epico
da © IL FOGLIO sabato 27 giugno 2009 pagina 2
Roma. Dopo la "guerra al terrore", quella bioetica è stata la politica più controversa della doppia presidenza Bush, segnata dalla messa al bando dell'uso di fondi federali per la ricerca sugli embrioni umani.
Il suo strumento più esecrato e combattuto è stato il Comitato di bioetica, che Barack Obama ha appena sciolto dopo aver annunciato una nuova commissione scientifica. Il Comitato fu creato da Bush nel novembre 2001 e fu presieduto per la prima volta da Leon Kass dell'Università di Chicago, e dal 2005, da Edmund Pellegrino dell'Università di Georgetown. Le commissioni bioetiche americane esistono dal 1974, composte da biologi e studiosi di etica sotto la direzione del presidente in carica, hanno il compito di familiarizzare l'opinione pubblica sui temi scientifici, e ultimamente con quelli riguardanti la ricerca sulle staminali e la clonazione. Con Bush ha assunto un potere senza precedenti. I repubblicani avevano fortificato questo istituto con due personalità ideologiche. Non solo, Bush vi aveva chiamato a collaborare grandi nomi come il giornalista Charles Krauthammer (spesso in disaccordo con Kass), il giurista Robert George e il filosofo Francis Fukuyama. Senza mai rinunciare a una dialettica interna al comitato. Sei membri, infatti, erano favorevoli alla sperimentazione sugli embrioni (Michael Sandel, Janet Rowley, William May, James Wilson, Michael Gazzaniga ed Elizabeth Blackburn). Un comitato molto più diversificato di quello clintoniano precedente.
Eppure l'associazione dei medici americani bollò il comitato di Bush come "un'alleanza di neoconservatori tecnofobici e progressisti antibiotech". Già direttore del Kennedy Institute of Ethics e del Center for the Advanced Study of Ethics, nonché professore emerito di medicina alla Georgetown University, Edmund Pellegrino è uno dei fondatori della bioetica americana, se ne occupa da quando si formò questa disciplina quarant'anni fa. Filosofo e medico con la vocazione al classicismo, Pellegrino ha scritto ventiquattro libri e più di cinquecento pubblicazioni scientifiche. Ebreo secolarizzato Kass, cattolico tradizionalista Pellegrino, tra i due la continuità è sempre stata totale, sebbene Kass abbia dato all'istituto un'impronta più combattente. Ma pur sempre due umanisti della medicina.
Kass assunse la guida del Comitato presidenziale dopo la National Bioethics Advisory Commission di Bill Clinton, che si espresse così sulla clonazione: "C'è chi dice che la clonazione è disumanizzante. Mai e poi mai, aiuterà i malati e provvederà a fornire organi sostitutivi perfetti". La stampa liberal ha sempre osteggiato Kass. Rick Weiss, giornalista scientifico più famoso fra i liberal, lo aveva paragonato ai talebani per la sua formula "saggezza della ripugnanza". Il merito più grande di Kass è stato quello di aver introdotto i concetti di dignità e di eguaglianza nel dibattito sulla clonazione. Superconsigliere del presidente Bush ma anche amico di Allan Bloom, Kass è un filosofo morale che da tre decenni saggia e riflette sulla biologia e le sue ricadute etiche. E' allievo di Leo Strauss e di Hans Jonas, il pensatore dell'"abbiate paura". Il Washington Post gli fece un monumento quando definì Kass "la figura più affascinante della teocrazia repubblicana che ha sostituito la fede con il pensiero". Kass non è mai stato un bacchettone. Proviene dalle battaglie nel Mississippi per i diritti civili, scrive come un rabbino anche se molti, quando dirigeva il Comitato, gli davano del battista del sud. Dopo la laurea in chimica a Harvard nel 1967, Kass fondò il primo centro nazionale di bioetica, l'Hastings Center, insieme all'amico ateo e liberal Daniel Callahan. Figlio di immigrati poverissimi dall'est europeo che parlavano soltanto yiddish, Kass è cresciuto in una casa di socialisti. "Non sono mai stato in una sinagoga", dice di sé. Davanti alle telecamere della Abc, Bush disse che Kass era la persona che gli aveva offerto "gli spunti più profondi". Fu la sua consacrazione definitiva davanti alla nazione. Kass venne poi accusato addirittura di bioluddismo, paragonato a quel Ted Kaczynski che si ritirò nel Montana per diventare "Unabomber".
Di nemici Leon Kass se ne è fatti molti come grand commis della bioetica bushiana. Il potente editor dell'American Journal of Bioethics, Glenn McGee, lo definì senza tanti giri di parole "natural born killer che guida un'élite antiscientifica". Ma anche i nemici hanno sempre riconosciuto a Kass il merito di aver inserito un nuovo vocabolario morale in questi temi. Per l'Economist era semplicemente "il filosofo-politico preferito dal presidente". Leon Kass ha assunto un ruolo che mai prima negli Stati Uniti era stato concesso a un solo intellettuale. Obama deve adesso trovare il suo superconsigliere.
23 giugno 2009
Mons. Sgreccia: Il riconoscimento della dignità umana è condizione per la democrazia
19 giugno 2009
Nessun cattolico può sostenere una legge abortista!
Sostegno alle donne
18 giugno 2009
Non può esistere bioetica senza assoluti morali
La bioetica e il mito del relativismo Un neurologo ed esperto di etica sottolinea la necessità di basare la bioetica sui principi morali e afferma che anche chi professa il relativismo ha delle certezze assolute nella vita. Padre Tadeusz Pacholczyk è il direttore educativo del National Catholic Bioethics Center di Philadelphia (Stati Uniti). Scrive un inserto mensile per The Catholic Herald intitolato Making Sense out of Bioethics. In questa intervista a ZENIT, parla della necessità di fondare la bioetica su principi morali assoluti alla luce degli eventi recenti in questo settore. La riga finale del testo parla di come a nessuno dovrebbe essere permesso di "impegnarsi in qualsiasi attività o compiere qualsiasi atto contrario ai diritti umani, alle libertà fondamentali e alla dignità umana", ma non specifica alcuna di queste ampie idee in modo significativo. Nel mio lavoro, quando si parla di diritti umani fondamentali il caso più ovvio sarebbe forse quello relativo ai diritti dell'embrione umano, il membro più giovane della nostra famiglia umana. La parola "embrione", tuttavia, non viene mai menzionata nella Dichiarazione. Temo che gran parte della nostra discussione bioetica moderna "aggiri" semplicemente le questioni chiave. Se cogliamo correttamente questo fatto biologico fondamentale e constatiamo la verità della proposizione per cui sono tutti creati uguali e meritano un'analoga protezione da parte della legge, la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane, nella misura in cui richiede la distruzione di embrioni, può essere vista per quello che è: un'azione che è sempre e ovunque immorale. D. Il campo della bioetica può sopravvivere senza assoluti morali o c'è la possibilità che rimanga costantemente alla deriva? Gli assoluti morali sono anche alla base di tutta la bioetica corretta. La proclamazione per cui "non ci sono assoluti morali che ci legano" è in se stessa una dichiarazione morale assolutista. E' interessante che al giorno d'oggi nessuno creda davvero nel relativismo morale; si crede semplicemente che quando si parla di moralità assoluta bisogna essere gli arbitri di ciò che è morale e di ciò che non lo è. Non ho mai incontrato qualcuno che non si basasse su assoluti morali di qualche tipo. Anche le persone più relativiste insistono sul fatto che certe azioni sono assolutamente sbagliate, siano esse l'inquinamento e il provocare il riscaldamento globale o uccidere gli orsi polari o minacciare le foreste pluviali sudamericane. Quando si parla di uccidere esseri umani nel ventre materno, questi stessi individui dalla "mente aperta e liberale" insisteranno paradossalmente sul fatto che ciascuno dovrebbe essere libero di scegliere di fare ciò che desidera, anche se negheranno sommariamente questa libertà di scelta radicale a chiunque possa voler uccidere panda o delfini. In altre parole, queste persone esercitano un assolutismo selettivo in cui sono gli unici a decidere le questioni che devono essere considerate assolutamente negative. La loro miope versione della verità, che è solo un'immagine parziale e incompleta di questa, diventa una specie di approccio fondamentale e di ossessione. Per ulteriori informazioni sul National Catholic Bioethics Center: http://www.ncbcenter.org
D. Negli ultimi anni la bioetica sembra essere diventata un campo di battaglia in cui molti gruppi di interesse cercano di imporre la propria visione politica separata da qualsiasi considerazione relativa alle basi morali di questo settore. La Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani delle Nazioni Unite del 2005 potrebbe essere considerata un punto di partenza, ma lascia delle questioni irrisolte. Che direzione sta prendendo la bioetica nel mondo globalizzato di oggi?
R. Padre Pacholczyk: A mio avviso, la Dichiarazione è piuttosto vaga e decisamente inutile quando si tratta di affrontare discussioni bioetiche scottanti e di avvicinarsi a seri momenti decisionali.
D. Di recente negli Stati Uniti la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane è stata promossa da un nuovo finanziamento federale (permesso dal nuovo presidente Obama!, ndr), e i media riportano che questa decisione ha diviso l'opinione pubblica. Qual è la posizione della Chiesa cattolica in un momento così delicato?
R. Padre Pacholczyk: In questo momento delicato, così come in ogni momento, la Chiesa cattolica espone e insegna con autorità la legge naturale. La verità morale sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali umane può essere conosciuta alla luce della ragione naturale. E' una questione legata ai diritti umani fondamentali. A volte ricordo alla gente che ciascuno di noi è semplicemente un embrione che poi è cresciuto.
R. Padre Pacholczyk: Gli assoluti morali rappresentano la base di una società e sono una condicio sine qua non per il suo giusto ordinamento.
[Traduzione dall'inglese di Roberta Sciamplicotti]
17 giugno 2009
Rinnovo della Consacrazione dell'Italia al Cuore Immaccolato di Maria
In questi giorni che ancora ci separano dalla Festa della Madonna Consolata Vi chiediamo di pregare in modo particolare per Linda (23 anni), che dopo aver desistito dall'abortire alcuni giorni fa, ha fissato l'appuntamento per lunedì 22 giugno e per Margherita (27 anni), che non ha abortito ma si trova ad affrontare notevoli difficoltà familiari.
Casella postala 299 - 10121 Torino
www.dueminutiperlavita.info
info@dueminutiperlavita.org
http://www.facebook.com/pages/Associazione-Due-minuti-per-la-vita/43591574535
La carità intellettuale e la difesa della vita
15 giugno 2009
Il costo umano del comunismo: continua il controllo demografico in Cina
di padre John Flynn, LC - www.zenit.org - 14 giugno 2009
Occorre essere cattolici per essere antiabortisti?
14 giugno 2009
Omelia di Benedetto XVI per la solennità del Corpus Domini - 11 giugno 2009
Omelia di Benedetto XVI - 11 giugno 2009
"Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue"
Cari fratelli e sorelle,
queste parole che Gesù pronunciò nell'Ultima Cena, vengono ripetute ogni volta che si rinnova il Sacrificio eucaristico. Le abbiamo ascoltate poco fa nel Vangelo di Marco e risuonano con singolare potenza evocativa quest'oggi, solennità del Corpus Domini. Esse ci conducono idealmente nel Cenacolo, ci fanno rivivere il clima spirituale di quella notte quando, celebrando la Pasqua con i suoi, il Signore nel mistero anticipò il sacrificio che si sarebbe consumato il giorno dopo sulla croce. L'istituzione dell'Eucaristia ci appare così come anticipazione e accettazione da parte di Gesù della sua morte. Scrive in proposito sant'Efrem Siro: Durante la cena Gesù immolò se stesso; sulla croce Egli fu immolato dagli altri (cfr Inno sulla crocifissione 3, 1).
"Questo è il mio sangue". Chiaro è qui il riferimento al linguaggio sacrificale di Israele. Gesù presenta se stesso come il vero e definitivo sacrificio, nel quale si realizza l'espiazione dei peccati che, nei riti dell'Antico Testamento, non era mai stata totalmente compiuta. A questa espressione ne seguono altre due molto significative. Innanzitutto, Gesù Cristo dice che il suo sangue "è versato per molti" con un comprensibile riferimento ai canti del Servo di Dio, che si trovano nel libro di Isaia (cfr cap. 53). Con l'aggiunta - "sangue dell'alleanza" -, Gesù rende inoltre manifesto che, grazie alla sua morte, si realizza la profezia della nuova alleanza fondata sulla fedeltà e sull'amore infinito del Figlio fattosi uomo, un'alleanza perciò più forte di tutti i peccati dell'umanità. L'antica alleanza era stata sancita sul Sinai con un rito sacrificale di animali, come abbiamo ascoltato nella prima lettura, e il popolo eletto, liberato dalla schiavitù dell'Egitto, aveva promesso di eseguire tutti i comandamenti dati dal Signore (cfr Es 24, 3).
In verità, Israele sin da subito, con la costruzione del vitello d'oro, si mostrò incapace di mantenersi fedele a questa promessa e così al patto intervenuto, che anzi in seguito trasgredì molto spesso, adattando al suo cuore di pietra la Legge che avrebbe dovuto insegnargli la via della vita. Il Signore però non venne meno alla sua promessa e, attraverso i profeti, si preoccupò di richiamare la dimensione interiore dell'alleanza, ed annunciò che ne avrebbe scritta una nuova nei cuori dei suoi fedeli (cfr Ger 31,33), trasformandoli con il dono dello Spirito (cfr Ez 36, 25-27). E fu durante l'Ultima Cena che strinse con i discepoli e con l'umanità questa nuova alleanza, confermandola non con sacrifici di animali come avveniva in passato, bensì con il suo sangue, divenuto "sangue della nuova alleanza". La fondò quindi sulla propria obbedienza, più forte, come ho detto, di tutti i nostri peccati.
Questo viene ben evidenziato nella seconda lettura, tratta dalla Lettera agli Ebrei, dove l'autore sacro dichiara che Gesù è "mediatore di una alleanza nuova" (9,15). Lo è diventato grazie al suo sangue o, più esattamente, grazie al dono di se stesso, che dà pieno valore allo spargimento del suo sangue. Sulla croce, Gesù è al tempo stesso vittima e sacerdote: vittima degna di Dio perché senza macchia, e sommo sacerdote che offre se stesso, sotto l'impulso dello Spirito Santo, ed intercede per l'intera umanità. La Croce è pertanto mistero di amore e di salvezza, che ci purifica – come dice la Lettera agli Ebrei - dalle "opere morte", cioè dai peccati, e ci santifica scolpendo l'alleanza nuova nel nostro cuore; l'Eucaristia, rendendo presente il sacrificio della Croce, ci rende capaci di vivere fedelmente la comunione con Dio.
Cari fratelli e sorelle - che saluto tutti con affetto ad iniziare dal Cardinale Vicario e dagli altri Cardinali e Vescovi presenti - come il popolo eletto riunito nell'assemblea del Sinai, anche noi questa sera vogliamo ribadire la nostra fedeltà al Signore. Qualche giorno fa, aprendo l'annuale convegno diocesano, ho richiamato l'importanza di restare, come Chiesa, in ascolto della Parola di Dio nella preghiera e scrutando le Scritture, specialmente con la pratica della lectio divina, cioè della lettura meditata e adorante della Bibbia. So che tante iniziative sono state promosse al riguardo nelle parrocchie, nei seminari, nelle comunità religiose, all'interno delle confraternite, delle associazioni e dei movimenti apostolici, che arricchiscono la nostra comunità diocesana. Ai membri di questi molteplici organismi ecclesiali rivolgo il mio fraterno saluto. La vostra numerosa presenza a questa celebrazione, cari amici, pone in luce che la nostra comunità, caratterizzata da una pluralità di culture e di esperienze diverse, Dio la plasma come "suo" popolo, come l'unico Corpo di Cristo, grazie alla nostra sincera partecipazione alla duplice mensa della Parola e dell'Eucaristia. Nutriti di Cristo, noi, suoi discepoli, riceviamo la missione di essere "l'anima" di questa nostra città (cfr Lettera a Diogneto, 6: ed. Funk, I, p. 400; vedi anche LG, 38) fermento di rinnovamento, pane "spezzato" per tutti, soprattutto per coloro che versano in situazioni di disagio, di povertà e di sofferenza fisica e spirituale. Diventiamo testimoni del suo amore.
Mi rivolgo particolarmente a voi, cari sacerdoti, che Cristo ha scelto perché insieme a Lui possiate vivere la vostra vita quale sacrificio di lode per la salvezza del mondo. Solo dall'unione con Gesù potete trarre quella fecondità spirituale che è generatrice di speranza nel vostro ministero pastorale. Ricorda san Leone Magno che "la nostra partecipazione al corpo e al sangue di Cristo non tende a nient'altro che a diventare ciò che riceviamo" (Sermo 12, De Passione 3,7, PL 54). Se questo è vero per ogni cristiano, lo è a maggior ragione per noi sacerdoti. Divenire Eucaristia! Sia proprio questo il nostro costante desiderio e impegno, perché all'offerta del corpo e del sangue del Signore che facciamo sull'altare, si accompagni il sacrificio della nostra esistenza. Ogni giorno, attingiamo dal Corpo e Sangue del Signore quell'amore libero e puro che ci rende degni ministri del Cristo e testimoni della sua gioia. E' ciò che i fedeli attendono dal sacerdote: l'esempio cioè di una autentica devozione per l'Eucaristia; amano vederlo trascorrere lunghe pause di silenzio e di adorazione dinanzi a Gesù come faceva il santo Curato d'Ars, che ricorderemo in modo particolare durante l'ormai imminente Anno Sacerdotale.
San Giovanni Maria Vianney amava dire ai suoi parrocchiani: "Venite alla comunione…E' vero che non ne siete degni, ma ne avete bisogno" (Bernard Nodet, Le curé d'Ars. Sa pensée - Son coeur, éd. Xavier Mappus, Paris 1995, p. 119). Con la consapevolezza di essere inadeguati a causa dei peccati, ma bisognosi di nutrirci dell'amore che il Signore ci offre nel sacramento eucaristico, rinnoviamo questa sera la nostra fede nella reale presenza di Cristo nell'Eucaristia. Non bisogna dare per scontata questa fede! C'è oggi il rischio di una secolarizzazione strisciante anche all'interno della Chiesa, che può tradursi in un culto eucaristico formale e vuoto, in celebrazioni prive di quella partecipazione del cuore che si esprime in venerazione e rispetto per la liturgia. E' sempre forte la tentazione di ridurre la preghiera a momenti superficiali e frettolosi, lasciandosi sopraffare dalle attività e dalle preoccupazioni terrene. Quando tra poco ripeteremo il Padre Nostro, la preghiera per eccellenza, diremo: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano", pensando naturalmente al pane d'ogni giorno per noi e per tutti gli uomini. Questa domanda, però, contiene qualcosa di più profondo. Il termine greco epioúsios, che traduciamo con "quotidiano", potrebbe alludere anche al pane "soprasostanziale", al pane "del mondo a venire". Alcuni Padri della Chiesa hanno visto qui un riferimento all'Eucaristia, il pane della vita eterna, del nuovo mondo, che ci è dato già oggi nella Santa Messa, affinché sin da ora il mondo futuro abbia inizio in noi. Con l'Eucaristia dunque il cielo viene sulla terra, il domani di Dio si cala nel presente e il tempo è come abbracciato dall'eternità divina.
Cari fratelli e sorelle, come ogni anno, al termine della Santa Messa, si snoderà la tradizionale processione eucaristica ed eleveremo, con le preghiere e i canti, una corale implorazione al Signore presente nell'ostia consacrata. Gli diremo a nome dell'intera Città: Resta con noi Gesù, facci dono di te e dacci il pane che ci nutre per la vita eterna! Libera questo mondo dal veleno del male, della violenza e dell'odio che inquina le coscienze, purificalo con la potenza del tuo amore misericordioso. E tu, Maria, che sei stata donna "eucaristica" in tutta la tua vita, aiutaci a camminare uniti verso la meta celeste, nutriti dal Corpo e dal Sangue di Cristo, pane di vita eterna e farmaco dell'immortalità divina. Amen!
09 giugno 2009
Novena alla Madonna Consolata in difesa della vita nascente
Casella postala 299 - 10121 Torino
www.dueminutiperlavita.info
info@dueminutiperlavita.org
http://www.facebook.com/pages/Associazione-Due-minuti-per-la-vita/43591574535
06 giugno 2009
Diventate nostri fan su Facebook!
San Norberto, vescovo
Cari amici,
come molti di Voi sanno, da alcuni mesi esiste su Facebook una pagina (che conta attualmente oltre 850 fans, dei quali ben 450 si sono aggiunti nelle sole ultime due settimane) dedicata all'Associazione Due minuti per la vita e gestita direttamente da noi.
Tale strumento - che non intende assolutamente sostituirsi al nostro sito istituzionale (che è, e continuerà ad essere aggiornato e curato come sempre), anche perchè non ne ha le stesse potenzialità e caratteristiche - pur limitandosi a riproporre ai visitatori sostanzialmente gli aggiornamenti ed i comunicati che vengono pubblicati sul sito, tuttavia rappresenta, a nostro modo di vedere, una felice opportunità per avere un primo e più immediato contatto con l'Associazione e poter interagire con noi, anche commentando le notizie e le informazioni che proponiamo (commento che non è permesso sul sito).
Alla luce di queste considerazioni chiediamo, a quanti di Voi usano il Social Network, di: 1) diventare fans della pagina 2) segnalarla ai Vostri amici e conoscenti (nonchè ai Vostri contatti su Facebook) per poterne aumentare la conoscenza e la diffusione.
***
«Vorrei concludere questo messaggio rivolgendomi, in particolare, ai giovani cattolici, per esortarli a portare nel mondo digitale la testimonianza della loro fede. Carissimi, sentitevi impegnati ad introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente comunicativo e informativo i valori su cui poggia la vostra vita!
Nei primi tempi della Chiesa, gli Apostoli e i loro discepoli hanno portato la Buona Novella di Gesù nel mondo greco romano: come allora l'evangelizzazione, per essere fruttuosa, richiese l'attenta comprensione della cultura e dei costumi di quei popoli pagani nell'intento di toccarne le menti e i cuori, così ora l'annuncio di Cristo nel mondo delle nuove tecnologie suppone una loro approfondita conoscenza per un conseguente adeguato utilizzo.
A voi, giovani, che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi nuovi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo "continente digitale". Sappiate farvi carico con entusiasmo dell'annuncio del Vangelo ai vostri coetanei!
Voi conoscete le loro paure e le loro speranze, i loro entusiasmi e le loro delusioni: il dono più prezioso che ad essi potete fare è di condividere con loro la "buona novella" di un Dio che s'è fatto uomo, ha patito, è morto ed è risorto per salvare l'umanità. Il cuore umano anela ad un mondo in cui regni l'amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l'unità, dove la libertà trovi il proprio significato nella verità e dove l'identità di ciascuno sia realizzata in una comunione rispettosa. A queste attese la fede può dare risposta: siatene gli araldi! Il Papa vi è accanto con la sua preghiera e con la sua benedizione.»
(S. S. Benedetto XVI, Messaggio per la XLIII Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali, del 24 gennaio 2009, Festa di San Francesco di Sales)
RingraziandoVi anticipatamente per quanto farete Vi porgiamo un cordiale saluto in Gesù e Maria, accompagnato dall'augurio di un buon fine settimana ed una felice festa della SS. Trinità!
I Responsabili
Casella postala 299 - 10121 Torino
www.dueminutiperlavita.info
info@dueminutiperlavita.org
http://www.facebook.com/pages/Associazione-Due-minuti-per-la-vita/43591574535
ps. Vi informiamo che in occasione del primo anniversario della nascita dell'Associazione Due minuti per la vita (20 giugno 2008) per tutto il mese di giugno vi è la possibilità di diventare soci pagando la quota dimezzata (10 anzichè 20). Tutti coloro che fossero interessati possono liberamente richiedere copia integrale dello Statuto e del modulo per presentare la richiesta di ammissione a info@dueminutiperlavita.org oppure scrivendo alla nostra casella postale.

Scarica e diffondi il banner!