URGENTE


01 luglio 2009

Roccella: l'ordinanza di Bologna introduce il diritto a selezionare eugeneticamente i figli

FECONDAZIONE: ROCCELLA, CON ORDINANZA DIRITTO A SELEZIONARE FIGLI
 
(ASCA) - Roma, 1 lug - L'ordinanza del Tribunale di Bologna ''introduce per la prima volta nel nostro paese" [...] il 'diritto' dei genitori di selezionare geneticamente il figlio, e di 'abbandonare' quello malato''. Cosi' il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, ha commentato l'ordinanza del Tribunale di Bologna secondo cui la diagnosi genetica di preimpianto su un embrione, che rischia di ereditare una grave malattia genetica, e' legittima ed e' legittimo anche accedere alla fecondazione assistita per le coppie non sterili.

''Un essere umano - spiega Roccella - avrebbe diritto a nascere solo se sano, e se corrispondente ai desideri della madre e del padre; un'ipotesi del genere e' una ferita profonda al concetto di eguaglianza tra gli uomini e alla solidarieta', ma soprattutto stravolge il senso delle relazioni tra genitori e figli, sottoponendo l'amore materno e paterno, per sua natura gratuito e incondizionato, a valutazioni discriminatorie. 'Tu si', tu no', tu puoi venire al mondo, tu no, perche' sei imperfetto e inadeguato: e' la vecchia eugenetica che riaffiora in forme aggiornate dalle opzioni tecnologiche''.

Secondo il sottosegretario, ''l'ordinanza del tribunale di Bologna con cui si consente a una coppia portatrice di una malattia genetica di effettuare della diagnosi preimpianto, e' l'ennesimo tentativo, operato da alcuni magistrati, di forzare l'interpretazione di una legge votata dal parlamento e confermata da un referendum popolare, fino a riscriverla completamente. Contrariamente a quanto appariva dai primi commenti dell'avvocato e della stampa, la sterilita' della coppia pare accertata secondo i criteri della legge; il tribunale di Bologna ha invece cercato di espandere la sentenza della Corte Costituzionale fino a utilizzarla come copertura per ammettere 'il diritto di abbandonare l'embrione risultato malato', selezionando e impiantando solo quello sano. L'operazione appare complicata, perche' la sentenza della Corte si limitava a lasciare la responsabilita' di decidere il numero degli embrioni da produrre e impiantare al medico, rispettando naturalmente i criteri stabiliti dalla legge, tra cui il divieto di 'creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario' e il divieto di 'ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni'. Ma il tribunale di Bologna - conclude - ignora la questione, giudicando il divieto di diagnosi preimpianto a scopo eugenetico 'irragionevole'''.