URGENTE


27 giugno 2009

Obama sciogle il Comitato di bioetica di Bush

Da Kass a Pellegrino, con Bush la bioetica ha avuto un potere senza eguali

Obama ha sciolto il Comitato che aveva un che di epico

da © IL FOGLIO – sabato 27 giugno 2009 – pagina 2

 

Roma. Dopo la "guerra al terrore", quella bioetica è stata la politica più controversa della doppia presidenza Bush, segnata dalla messa al bando dell'uso di fondi federali per la ricerca sugli embrioni umani.

 

Il suo strumento più esecrato e combattuto è stato il Comitato di bioetica, che Barack Obama ha appena sciolto dopo aver annunciato una nuova commissione scientifica. Il Comitato fu creato da Bush nel novembre 2001 e fu presieduto per la prima volta da Leon Kass dell'Università di Chicago, e dal 2005, da Edmund Pellegrino dell'Università di Georgetown. Le commissioni bioetiche americane esistono dal 1974, composte da biologi e studiosi di etica sotto la direzione del presidente in carica, hanno il compito di familiarizzare l'opinione pubblica sui temi scientifici, e ultimamente con quelli riguardanti la ricerca sulle staminali e la clonazione.  Con Bush ha assunto un potere senza precedenti. I repubblicani avevano fortificato questo istituto con due personalità ideologiche. Non solo, Bush vi aveva chiamato a collaborare grandi nomi come il giornalista Charles Krauthammer (spesso in disaccordo con Kass), il giurista Robert George e il filosofo Francis Fukuyama. Senza mai rinunciare a una dialettica interna al comitato. Sei membri, infatti, erano favorevoli alla sperimentazione sugli embrioni (Michael Sandel, Janet Rowley, William May, James Wilson, Michael Gazzaniga ed Elizabeth Blackburn). Un comitato molto più diversificato di quello clintoniano precedente.

 

Eppure l'associazione dei medici americani bollò il comitato di Bush come "un'alleanza di neoconservatori tecnofobici e progressisti antibiotech". Già direttore del Kennedy Institute of Ethics e del Center for the Advanced Study of Ethics, nonché professore emerito di medicina alla Georgetown University, Edmund Pellegrino è uno dei fondatori della bioetica americana, se ne occupa da quando si formò questa disciplina quarant'anni fa. Filosofo e medico con la vocazione al classicismo, Pellegrino ha scritto ventiquattro libri e più di cinquecento pubblicazioni scientifiche. Ebreo secolarizzato Kass, cattolico tradizionalista Pellegrino, tra i due la continuità è sempre stata totale, sebbene Kass abbia dato all'istituto un'impronta più combattente. Ma pur sempre due umanisti della medicina.

 

Kass assunse la guida del Comitato presidenziale dopo la National Bioethics Advisory Commission di Bill Clinton, che si espresse così sulla clonazione: "C'è chi dice che la clonazione è disumanizzante. Mai e poi mai, aiuterà i malati e provvederà a fornire organi sostitutivi perfetti". La stampa liberal ha sempre osteggiato Kass. Rick Weiss, giornalista scientifico più famoso fra i liberal, lo aveva paragonato ai talebani per la sua formula "saggezza della ripugnanza". Il merito più grande di Kass è stato quello di aver introdotto i concetti di dignità e di eguaglianza nel dibattito sulla clonazione. Superconsigliere del presidente Bush ma anche amico di Allan Bloom, Kass è un filosofo morale che da tre decenni saggia e riflette sulla biologia e le sue ricadute etiche. E' allievo di Leo Strauss e di Hans Jonas, il pensatore dell'"abbiate paura". Il Washington Post gli fece un monumento quando definì Kass "la figura più affascinante della teocrazia repubblicana che ha sostituito la fede con il pensiero". Kass non è mai stato un bacchettone. Proviene dalle battaglie nel Mississippi per i diritti civili, scrive come un rabbino anche se molti, quando dirigeva il Comitato, gli davano del battista del sud. Dopo la laurea in chimica a Harvard nel 1967, Kass fondò il primo centro nazionale di bioetica, l'Hastings Center, insieme all'amico ateo e liberal Daniel Callahan. Figlio di immigrati poverissimi dall'est europeo che parlavano soltanto yiddish, Kass è cresciuto in una casa di socialisti. "Non sono mai stato in una sinagoga", dice di sé. Davanti alle telecamere della Abc, Bush disse che Kass era la persona che gli aveva offerto "gli spunti più profondi". Fu la sua consacrazione definitiva davanti alla nazione. Kass venne poi accusato addirittura di bioluddismo, paragonato a quel Ted Kaczynski che si ritirò nel Montana per diventare "Unabomber".

 

Di nemici Leon Kass se ne è fatti molti come grand commis della bioetica bushiana. Il potente editor dell'American Journal of Bioethics, Glenn McGee, lo definì senza tanti giri di parole "natural born killer che guida un'élite antiscientifica". Ma anche i nemici hanno sempre riconosciuto a Kass il merito di aver inserito un nuovo vocabolario morale in questi temi. Per l'Economist era semplicemente "il filosofo-politico preferito dal presidente". Leon Kass ha assunto un ruolo che mai prima negli Stati Uniti era stato concesso a un solo intellettuale. Obama deve adesso trovare il suo superconsigliere.