Obama smatella il Consiglio bioetica di Bush e crea la sua commissione
Intanto a New York lo stato compra ovuli per la ricerca
di Valentina Fizzotti © IL FOGLIO 27 giugno 2009 pagina 2
La settimana scorsa Peter Augustine Lawler ha ricevuto una gentile letterina con cui la Casa Bianca gli comunicava che nel giro di 24 ore sarebbe stato fuori dal President Council of Bioethics americano. Gli si diceva anche che "il presidente Obama riconosce il valore di una commissione di esperti di bioetica che forniscono consigli obiettivi e non ideologici in materia alla sua Amministrazione".
Non un gran valore, visto che il presidente ha smantellato pezzo per pezzo il Consiglio creato da Bush nel 2001. Potrebbe essere banale spoil system, non fosse che il Consiglio avrebbe restituito il mandato a settembre, e che in ballo aveva ancora un'ultima assemblea e due progetti aperti. Più probabile invece che al presidente non abbia fatto piacere la lettera, firmata da 10 membri su 18, che criticava il suo ordine esecutivo del 10 marzo, con il quale eliminava il veto al finanziamento dei progetti di ricerca che riguardano le cellule staminali embrionali create ad hoc.
La scusa ufficiale per il cambio di poltrone è che il Council sarebbe un "gruppo di consulenza a predisposizione filosofica", mentre Obama ha bisogno di altro: una nuova commissione, che sarà nominata presto, che "offra opzioni pratiche per le politiche". Di questa nuova commissione farà probabilmente parte Alta Charo, dell'Università del Wisconsin, membro del transition team di Obama. La stessa che ha pubblicamente liquidato il Council come "un'associazione di dibattito pubblico". Ma di dibattito all'interno del consiglio, spesso tacciato di ideologismo, ce n'era parecchio se, come racconta Lawler sul Weekly Standard (http://www.weeklystandard.com/Content/Public/Articles/000/000/016/647lsgni.asp), Robert George di Princeton dimostrava come scientificamente non esista alcuna differenza fra un embrione e un adolescente, mentre per il neuroscienziato più famoso del paese, Michael Gazzaniga, un essere umano vero aveva cervello e cuore. Fino a oggi se la sono cavata con "un dialogo socratico" che presentava al presidente le differenti opinioni tra cui trovare un compromesso.
Obama, il re dei compromessi, in fatto di bioetica ha fretta. L'Istituto Nazionale di Sanità americano sta lavorando a nuove linee guida sui finanziamenti federali alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Che dovranno essere pronte per il 7 luglio, anche perché sino ad allora i finanziamenti rimangono bloccati dalle restrizioni del Congresso. Così, alcuni stati hanno deciso il fai da te.
A New York "donare" un ovulo alla ricerca può fruttare fino a 10 mila dollari, usciti direttamente dalle tasche dei contribuenti. Due settimane fa, l'Empire State Stem Cell Board ha deciso che sarà possibile finanziare l'acquisto con fondi statali (compresi i 600 milioni stanziati nel 2007 per un maxiprogetto di ricerca sulle cellule staminali). D'altro canto, si dice, se comprare gli ovuli è possibile per le cliniche che praticano la fecondazione eterologa, perché non dovrebbero poterlo fare i centri di ricerca? E mentre Obama decide di poter fare a meno del comitato bipartisan sulla bioetica, gli stati cercano un rimedio alla penuria di ovociti, indispensabili per la ricerca sulle staminali embrionali. Quello di New York è il primo ad aver trovato una soluzione, anche se contraria alle linee guida dell'Accademia nazionale della scienza.
Dopo una campagna di due anni, costata centomila dollari, l'Università di Harvard aveva convinto una sola donatrice. Alla fine il problema sono i soldi. "Nella nostra società tempo e oneri si pagano", ha detto Susan Solomon, fondatrice e ad della New York Stem Cell Foundation, la stessa che esultando per il nuovo corso bioetico del paese sull'Huffington Post ha scritto che Bush era addirittura andato contro Roosevelt. Oggi, al tempo della crisi, si prevede un assalto di donne povere cui non sembrerà vero di portarsi dentro gioielli da migliaia di dollari. Peccato che per ottenerli è necessario farsi bombardare di ormoni e sottoporsi a un intervento chirurgico, e che un terzo delle donne che si sono sottoposte a questo tipo di trattamento hanno avuto danni alla salute.
Come ha detto il reverendo Thomas Berg, l'unico ad aver votato contro nel board newyorkese, in molte decideranno di approfittarne, "non ci vuole uno scienziato nucleare per capirlo".
Intanto ieri in Italia il Comitato nazionale di bioetica ha approvato a maggioranza un documento che boccia la ricerca sugli embrioni ibridi, quelli ottenuti mischiando materiale genetico umano e animale, possibili in Gran Bretagna ma vietati da noi dalla legge 40. E ha chiesto una moratoria su questo tipo di sperimentazione anche negli altri paesi.

Scarica e diffondi il banner!