Qui é scaricabile la presentazione della preghiera dei Due minuti per la vita

 Per aderire all'iniziativa o per richiedere ulteriori informazioni scrivere a:

Associazione Due minuti per la vita - casella postale 299 - 10121 Torino

23 settembre 2008

In attesa della pronuncia della Consulta...

Verso la pronuncia della Corte Costituzionale 
(C) Avvenire, 21 settembre 2008, pagina 13
È prevista per l'8 ottobre la camera di consiglio con la quale la Corte Costituzionale deve decidere se dichiarare ammissibili i ricorsi presentati da Camera e Senato sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, cioè tra Corte di Cassazione e Parlamento, a seguito della sentenza sul caso di Eluana Englaro. Se la Consulta valuterà ammissibili i ricorsi, dovrà fissare un'udienza.
 
Intanto, martedì scorso, undici mesi dopo la sentenza Englaro, la Cassazione ha emesso un'altra pronuncia in materia di consenso informato (n.23676/08). Il provvedimento è stato emanato su ricorso di un uomo, testimone di Geova, che nel '90 era stato portato all'ospedale di Pordenone e a cui era stata praticata una trasfusione di sangue - senza la quale sarebbe morto - malgrado tra i suoi documenti ci fosse un cartellino con la scritta "niente sangue".
 
I giudici rigettando il ricorso dell'uomo in cui chiedeva i danni per aver dovuto subire la trasfusione, hanno affermato sul diritto di rifiutare una terapia che «nell'ipotesi di pericolo grave e immediato per la vita del paziente, il dissenso del medesimo debba essere oggetto di manifestazione espressa, inequivoca, attuale, informata».

21 settembre 2008

La gioia di faticare per il Regno dei cieli

"[...] in realtà l'essere chiamati è già la prima ricompensa: poter lavorare nella vigna del Signore, mettersi al suo servizio, collaborare alla sua opera, costituisce di per sé un premio inestimabile, che ripaga di ogni fatica. Ma lo capisce solo chi ama il Signore e il suo Regno; chi invece lavora unicamente per la paga non si accorgerà mai del valore di questo inestimabile tesoro."
 
"[...] La Vergine Maria, che una settimana fa ho avuto la gioia di venerare a Lourdes, è tralcio perfetto della vigna del Signore. Da lei è germogliato il frutto benedetto dell'amore divino: Gesù, nostro Salvatore. Ci aiuti Lei a rispondere sempre e con gioia alla chiamata del Signore, e a trovare la nostra felicità nel poter faticare per il Regno dei cieli."
 
Benedetto XVI, Angelus del 21 agosto 2008

17 settembre 2008

Ancora udienze sul caso di Eluana...

Caso Englaro: attesa per l'udienza del 24 settembre
(C) Avvenire - 16 settembre 2008 - pag. 14

Sarà l'udienza che verrà avviata il prossimo 24 settembre a stabilire se potrà essere accolta la richiesta di sospensiva del provvedimento con il quale i giudici della Corte d'Appello di Milano hanno autorizzato nello scorso luglio l'interruzione dell'alimentazione per Eluana Englaro, la donna lecchese in stato vegetativo da oltre 16 anni.
 
Infatti il giudice Roberto Pallini ha respinto la richiesta del sostituto procuratore generale Maria Antonietta Pezza di sospendere l'efficacia esecutiva del decreto prima dell'udienza di comparazione delle parti, appunto il prossimo 24 settembre. Il ricorso urgente del magistrato Pezza indicava il timore che il padre e tutore della donna, Beppino Englaro, potesse agire dando attuazione al provvedimento, che – sempre secondo la procura generale – è sì esecutivo ma non irrevocabile. 
Mentre tuttora è pendente il ricorso in Cassazione – della stessa procura generale di Milano – contro il decreto della Corte d'Appello.
 
Il collegio della Corte milanese che dovrà decidere sulla richiesta di sospendere il provvedimento è ovviamente diverso da quello che aveva autorizzato l'interruzione dell'alimentazione. A occuparsi della richieste di sospensiva saranno i giudici Lapertosa, Secchi e Boiti.

16 settembre 2008

L'Unione Europea ed i diritti inalienabili della persona umana

"[...] L'esercizio della Presidenza dell'Unione Europea costituisce per il Suo Paese l'occasione di testimoniare l'attaccamento della Francia, secondo la sua nobile tradizione, ai diritti dell'uomo e alla loro promozione per il bene dell'individuo e della società. Quando il cittadino europeo vedrà e sperimenterà personalmente che i diritti inalienabili della persona umana, dal concepimento fino alla morte naturale, come anche quelli relativi all'educazione libera, alla vita familiare, al lavoro, senza dimenticare naturalmente i diritti religiosi, quando dunque il cittadino europeo si renderà conto che questi diritti, che costituiscono un tutto indissociabile, sono promossi e rispettati, allora comprenderà pienamente la grandezza dell'edificio dell'Unione e ne diverrà un attivo artefice."
 
Benedetto XVI, Incontro con le autorità dello Stato all'Elysée, Parigi 12 settembre 2008

12 settembre 2008

Spagna, punta di diamante delle lobbies antivita europee

Spagna: la nuova legge sull'aborto potrebbe provocare oltre 230.000 bambini uccisi all'anno
Monsignor Sebastián: "La Spagna diventerà la patria dell'aborto in Europa"
di Inmaculada Álvarez - Zenit.org - 10 settembre 2008
 
Il testo integrale dell'articolo di Sua Ecc. Mons. Fernando Sebastián Aguilar, Arcivescovo emerito di Pamplona, é disponibile al link  http://www.fides.org/spa/documents/Mons._Sebastian_aborto.doc
***
 
Il disegno di legge che il Governo spagnolo si propone di approvare nei prossimi mesi presupporrà un enorme aumento del numero degli aborti, arrivando a superare i 230.000 all'anno nel 2015. Sono le stime dell'Istituto per la Politica Familiare (IPF), il cui presidente, Eduardo Hertfelder, ha chiesto al Governo di "rettificare immediatamente" il provvedimento. Se il progetto venisse approvato nei suoi termini attuali, l'IPF, tenendo conto della progressione storica dell'aumento della percentuale di aborti, calcola che entro 7 anni morirebbero 637 bambini al giorno, il che significa un aborto ogni 2,3 minuti.
 
Secondo Hertfelder, "l'aborto libero fino alla 12ª settimana, insieme al 'colabrodo attuale' degli aborti permessi fino all'ultima settimana di gestazione per il cosiddetto 'rischio psicologico per la madre', così come il decreto-legge approvato recentemente di mancata registrazione dei dati che aumenterà la frode della legge attuale, provocherà un 'effetto di richiamo' nel resto dei Paesi dell'UE". La Spagna diventerebbe così nei prossimi anni il Paese con il più alto numero di aborti in Europa, il che contrasta con la tendenza alla stasi e perfino alla diminuzione in altri Paesi europei.
 
La patria dell'aborto in Europa
In una lettera pubblicata da vari media digitali, l'Arcivescovo emerito di Pamplona, monsignor Fernando Sebastián, ha criticato duramente l'annuncio del Governo, che trasformerebbe la Spagna nella "patria dell'aborto in Europa".
 
"La permissività di fronte all'aborto sta facendo di noi una Nazione degradata e corrotta", ha osservato il presule. "Non possiamo essere complici in questa corsa per la distruzione morale della Spagna e degli Spagnoli". "Vogliamo che l'aborto sia considerato per quello che è, un crimine disumano e distruttore, anziché essere presentato come un diritto e una soluzione".
 
Monsignor Sebastián ha aggiunto che gli abortisti "ricorrono sempre allo stesso sofisma: considerare e presentare l'aborto dal punto di vista degli adulti. E' come interpretare il furto dal punto di vista degli interessi dei ladri".
"Il vero punto de vista per valutare umanamente l'aborto è quello del bambino abortito. Se non è lecito uccidere un bambino appena nato, perché sarebbe lecito ucciderlo qualche settimana prima della sua nascita? Solo per la convenienza dei più forti", denuncia.
Il presule chiede "urgentemente" alle famiglie cattoliche di reagire contro l'"esaltazione del 'sessualismo' selvaggio" che si sta impiantando nella nostra società "con l'impulso delle minoranze nichiliste e il silenzio codardo di quasi tutti gli altri", nel cui contesto l'aborto non è altro che "un ulteriore elemento del sistema". Monsignor Sebastián chiede poi ai politici "un dibattito serio" e in cui "tutti possiamo parlare alle stesse condizioni, un dibattito in cui i cattolici e tutte le persone oneste possano parlare e manifestarsi con chiarezza e libertà".
Allo stesso modo, chiede ai politici e agli intellettuali contrari all'aborto di "avere il coraggio di dirlo chiaramente" e di chiedere ai loro partiti "libertà di coscienza per votare".
 
Un progetto ideologico
Secondo Lola Velarde, presidente dell'IPF European Network, "in questo momento non esiste una domanda sociale in Spagna che giustifichi la promulgazione di una nuova legge sull'aborto", per cui "si tratta di un progetto meramente ideologico con implicazioni a livello mondiale".
La Velarde ha confermato che il numero degli aborti "sta arrivando a una stasi in Europa Occidentale, ed è in diminuzione in molti Paesi dell'ex Europa dell'Est", anche se in alcuni Stati "già esiste un provvedimento come quello che si vuole approvare in Spagna", pur se "con maggiori controlli sulla sua applicazione".
"In questo momento in Spagna esiste di fatto l'aborto libero, visto che c'è un'enorme frode nel ricorso al presunto pericolo fisico o psicologico per la madre, al quale si può far appello durante tutta la gravidanza", ha affermato. La legge, inoltre, "aggrava ancor di più il problema delle donne che ricorrono all'aborto, sulle cui conseguenze fisiche e psicologiche ci sono sempre meno dubbi in ambito scientifico".
 
Dall'altro lato, secondo la Velarde, la "rete di esperti" creata dal Governo per assistere la redazione della legge è "totalmente unilaterale", visto che in essa, afferma, "sono stati vietati i gruppi di difesa della vita". "Per fare un esempio, è presente Javier Martínez Salmeán, membro dell'Equipo Dafne, che elabora ricerche per i Laboratori Schering, responsabili della commercializzazione della pillola anticoncezionale".
Dietro tutto ciò, spiega, c'è "un progetto ideologico a livello internazionale, del quale la Spagna sta diventando la punta di diamante", portato avanti da "lobbies molto forti che hanno interessi non solo ideologici, ma anche economici".
 
[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]

Eluana Englaro: Pg di Milano chiede di sospendere il decreto della Corte di Appello

La Procura generale di Milano ha presentato ieri la richiesta di sospensiva del provvedimento che autorizza l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione di Eluana Englaro
di Paolo Ferrario - (C) Avvenire - 11 settembre 2008 - pagina 11
 
Sospendere l'esecuzione del decreto del 9 luglio con cui la Corte d'appello civile di Milano aveva autorizzato l'inter­ruzione dell'alimentazione e del­l'indratazione di Eluana Englaro, la donna 37enne di Lecco che da sedici anni vive in stato vegetativo. La richiesta è stata depositata ieri mattina dal sostituto procuratore generale del ca­poluogo lombardo, Maria Antonietta Pezza; lo stes­so magistrato, alla fine di luglio, aveva già firmato il ricorso in Cassazione contro il decreto.

Le motivazioni della richiesta di sospensiva sono sta­te illustrate dal sostituto pg in una mezza paginetta depositata alla cancelleria della sezione "volontaria giurisdizione" e trasmessa al presidente della sezio­ne feriale della Corte d'appello Roberto Pallini. Secondo la Pro­cura generale, che ritiene la ri­chiesta «una prassi consolidata in casi del genere in attesa del­l'esito del ricorso in Cassazione», il decreto dei giudici d'appello non può essere esecutivo in quanto è un provvedimento in materia di status della persona.
 
Qualora la Corte lo ritenesse in­vece esecutivo, la Procura generale ne chiede la so­spensione perchè, mettendo in pratica la decisione, si renderebbe la situazione irreversibile. In pratica, il distacco del sondino nasogastrico porterebbe Elua­na a morire di fame e di sete.
 
Dopo la presentazione del ricorso, la parola torna al­la prima sezione civile della Corte d'appello, che, con un collegio diverso da quello che ha firmato il de­creto del 9 luglio, dovrà decidere se sospendere l'e­secutività della sentenza. La camera di consiglio si terrà non prima di quindici giorni, tempo necessa­rio ai legali della famiglia Englaro e alla curatrice spe­ciale di Eluana per preparare le controdeduzioni.
Intanto, sempre ieri, gli avvocati di Beppino Englaro hanno notificato il controricorso in Cassazione con il quale sostengono «infondato e inammissibile» il ricorso del pg Pezza alla Suprema Corte.
La richiesta di sospensiva è stata accolta con «grande soddisfazione» dal sottosegretario al Lavoro, Sa­lute e Politiche sociali, Eugenia Roccella che, in una nota, ribadisce: «Questa decisione conferma che quel provvedimento non poteva essere eseguito in as­senza di una sentenza definitiva» (precisa la scrivente Associazione che - anche qualora fosse autorizzato da una sentenza definitiva - quel provvedimento non potrà nè dovrà mai essere eseguito, perchè contrario alla legge naturale!, ndr). La sospensiva, pro­segue il sottosegretario, «evita così di trasformare il caso Englaro in un gravissimo precedente giudizia­rio: Eluana rischiava di essere staccata dal sondino e quindi di morire, prima di aver ottenuto una sen­tenza certa e definitiva». (il fatto gravissimo è che Eluana rischia di essere uccisa lasciandola morire di fame e di sete; il fatto che rischiasse di essere uccisa senza tutti i crismi di una sentenza definitiva ci sembra sinceramente - di fronte a tale vile attentato alla vita umana - un dettaglio!, ndr)
 
Di «buona notizia» parla anche la senatrice Laura Bianconi, vice-capogruppo dei senatori del Pdl, men­tre il vice-presidente della Camera, Maurizio Lupi si dice «sollevato» e Isabella Bartolini, componente del direttivo "azzurro" a Montecitorio assicura che con­tinuerà «a combattere per difendere il principio del­l'indisponibilità della vita umana». Concetto ripre­so dal vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Enrico La Loggia, secondo il quale «nessun giudice può ordinare un'eutanasia per sentenza». Il vice-presidente vicario dei se­natori del Pdl, Gaetano Qua­gliariello, invita, invece, il Par­lamento a «non perdere tem­po ». La richiesta di sospensiva è infatti «la smentita di quanti ritenevano di poter trovare per via giudiziaria una soluzione ai drammatici problemi connessi al termine dell'esi­stenza». [...]
Per le parlamentari del Partito democratico Ema­nuela Baio e Paola Binetti, infine, la richiesta di so­spensiva è «un sì alla vita» [...].

10 settembre 2008

Levada e Cañizares contro l'ampliamento dell'aborto in Spagna

Dolore del Cardinal Levada per l'ampliamento dell'aborto in Spagna
Annunciato dal Governo del Paese
Zenit.org - 9 settembre 2008
 
Il Cardinale Joseph Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha espresso sabato il suo dolore per l'annuncio del Governo spagnolo di voler riformare la legge sull'aborto. Durante un incontro con i giornalisti in occasione della celebrazione delle IX Giornate di Teologie dell'Istituto Teologico Compostelano, il porporato ha affermato che la questione dell'aborto "non è meramente politica", ma "tocca le radici del genere umano".
Il successore del Cardinale Joseph Ratzinger come prefetto della Congregazione vaticana ha spiegato che alla base di questa riforma "manca una visione della vita e della dignità di tutte le persone, che inizia con il concepimento", e ha sottolineato che la questione "merita un dialogo cordiale".
Da parte sua, il Cardinale Antonio Cañizares, Arcivescovo di Toledo, ha affermato nel fine settimana durante la sua omelia nella cattedrale che "quando la Chiesa alza la voce contro l'aborto sta esercitando un diritto fondamentale". La Chiesa, infatti, "deve difendere il diritto alla vita, che si antepone a qualsiasi interesse personale".  "Essere a favore dell'aborto è come essere contro il bene più prezioso dell'uomo, che è la vita", ha aggiunto.

Anche se questa posizione "risulta dura", ha osservato il porporato spagnolo, la "missione della Chiesa è quella di fungere da 'vedetta' e di mettere in guardia l'uomo, l'umanità o quanti stanno percorrendo la via sbagliata perché cambino condotta".

08 settembre 2008

Festa della natività della Madonna

Auguriamo a tutti Voi ed alle Vostre famiglie una buona festa della natività della Beata Vergine Maria
 
Lo staff dell'Associazione Due minuti per la vita

06 settembre 2008

L'Europarlamento continua nella sua ideologia anticattolica e antivita

Una risoluzione approvata giovedì 4 settembre propone l'accesso universale alla "salute riproduttiva" per il 2015 e "deplora il divieto, sostenuto dalle chiese, di usare contraccettivi, dal momento che l'uso del preservativo è fondamentale per la prevenzione di malattie e gravidanze indesiderate"
Zenit.org - 5 settembre 2008

Mercoledì [rectius, giovedìscorso, il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione sul quinto Obiettivo del Millennio proposto dalle Nazioni Unite, riferito alla salute materno-infantile.
 
Secondo quanto riporta "L'Osservatore Romano", nella risoluzione si propone di arrivare entro il 2015 all'"accesso universale alla salute riproduttiva", che comprende esplicitamente il ricorso all'aborto, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. In questo modo, si dice, si vuole arrestare l'elevata mortalità materna in molti di questi Paesi.
In uno dei suoi paragrafi (si tratta del §21, ndr), la risoluzione deplora "il divieto, sostenuto dalle Chiese, di usare contraccettivi, dal momento che l'uso del preservativo è fondamentale per la prevenzione di malattie e gravidanze indesiderate".
 
Monsignor Giuseppe Merisi, Vescovo di Lodi e rappresentante della Conferenza Episcopale Italiana presso la COMECE (Commissione degli Episcopati della Comunità Europea), ha lamentato il riferimento all'aborto come "diritto".
In alcune dichiarazioni al quotidiano vaticano, monsignor Merisi ha spiegato che il vero aiuto alle popolazioni del Terzo Mondo è rappresentato dalla "tutela della vita" e dalla "condanna dell'aborto, che non è un diritto".
 
"Purtroppo, sui temi della difesa della vita come su quelli della famiglia e altri ancora esiste una sensibilità diffusa, presente come si vede anche nel Parlamento europeo, che privilegia i diritti della libertà individuale contro e oltre i grandi valori della vita e della dignità umana", ha osservato. Per il presule, è necessario un "maggior impegno per sensibilizzare le coscienze e le istituzioni su queste tematiche essenziali", e che ciò avvenga "a livello europeo".
 
A questo scopo, ritiene utile creare una sorte di rete perché "le realtà di ispirazione cristiana si ascoltino, si raccordino e trasmettano il giusto messaggio ai politici cattolici impegnati in Parlamento".
 
 
N.B. Nel file presente al link hthttp://www.box.net/shared/8hlip4adi4, alle pagine 58-59  sono riportati i nomi degli Eurodeputati che hanno votato a favore (sono 394 e sono indicati nominalmente dopo la casella con il simbolo + ) e contro (sono 182 e sono indicati nominalmente dopo la casella con il simbolo - ) la risoluzione in oggetto: si consiglia di prendere buona nota del modo in cui hanno votato gli Eurodeputati italiani per poter agire di conseguenza in occasione delle prossimi elezioni europee.

05 settembre 2008

Nuova locandina dei Due minuti per la vita - Festa della Beata Teresa di Calcutta

Newsletter n. 77
5 settembre 2008
Beata Teresa di Calcutta
Cari amici,
augurandoci abbiate trascorso un buon periodo estivo di riposo fisico e di ristoro spirituale Vi segnaliamo che al link
http://www.box.net/shared/5xy98d8kks trovate la nuova locandina di presentazione della preghiera dei Due minuti per la vita, che è stata aggiornata con tutti i riferimenti (codice fiscale, casella postale, conto corrente postale, codice IBAN) dell'Associazione.

Vi chiediamo, d'ora in poi, di diffondere tale versione anzichè la precedente sprovvista di tali dati.
Porgiamo a tutti Voi un cordiale saluto in Gesú e Maria insieme all'augurio di una buona ripresa delle consuete attività lavorative.

Buona festa della Beata Teresa di Calcutta!
Lo staff dell'Associazione Due minuti per la vita
Casella postale 299 - 10121 Torino
c/c postale n. 90857228
www.dueminutiperlavita.info
info@dueminutiperlavita.org
ps. per aderire all'appello in difesa del diritto alla vita di Eluana Englaro sono sufficienti pochi secondi; è un piccolo gesto per la causa della vita!

04 settembre 2008

Messico: 1.555 coppie per accogliere i bambini che rischiano di essere abortiti

Dopo la risoluzione della Suprema Corte di Giustizia del Messico che depenalizza l'aborto fino alla 12ª settimana di gestazione
Zenit.org - 4 settembre 2008
 
1.555 coppie e 53 centri di aiuto alla donna hanno dichiarato la propria disponibilità ad accogliere i bambini delle madri che pensano di abortire.  L'iniziativa, lanciata da quando è stato depenalizzato l'aborto nel Distretto Federale, ha avuto ancora più eco dopo l'annuncio della controversa decisione.
 
Le coppie e i centri hanno risposto in questo modo all'appello del Cardinale Norberto Rivera Carrera, Arcivescovo primate di Città del Messico, "ad accogliere e aiutare i bambini delle donne che sono tentate di abortire perché non hanno risorse materiali o psicologiche per mantenerli ed educarli", ha spiegato a ZENIT Lucrecia Rego de Planas, una delle promotrici dell'iniziativa.
 
"Con questa generosa risposta all'appello, il Cardinale pone fine alle argomentazioni usate dai legislatori messicani per far sembrare un aborto qualcosa di necessario, perché queste istituzioni e queste coppie aspettano tutte le donne che chiederanno il loro aiuto per accogliere, aiutare e ospitare nelle proprie case e nelle proprie famiglie i bambini che portano in grembo", aggiunge la promotrice. "Promettono non solo il mantenimento del bambino, ma anche la sua istruzione e l'affetto di una famiglia".
 
La consistente risposta ha avuto luogo grazie alle reti sociali e alle nuove tecnologie, in particolare il portale Internet catholic.net. La lista con i nomi delle istituzioni e delle coppie interessate ad accogliere i bambini è pubblicata apertamente su http://nolomates.catholic.net, che dà la possibilità di registrarsi alle donne che desiderano essere aiutate.

02 settembre 2008

Vescovi del Nicaragua in difesa della vita

Famiglia, giovani ed educazione sono le priorità della Chiesa in Nicaragua
Zenit.org - 2 settembre 2008
 
La nuova evangelizzazione e la difesa della vita sono tra gli obiettivi principali della Chiesa in Nicaragua, ha affermato il Presidente dei Vescovi del Paese in occasione della visita ad limina Apostolorum al Papa e alla Curia romana, che i presuli nicaraguensi stanno svolgendo in questi giorni.
 
"Sappiamo che c'è un'ombra che minaccia la Chiesa: sono le battaglie per l'approvazione dell'aborto", ha rivelato monsignor Leopoldo José Brenes Solórzano, Arcivescovo di Managua, alla "Radio Vaticana". Per far fronte a questa sfida, la Chiesa del Nicaragua sta cercando di rafforzare la pastorale familiare con le sue Commissioni pastorali, puntando anche "sulla catechesi per i giovani che domani formeranno una famiglia".
 
"La pastorale familiare è una delle nostre priorità, insieme alla pastorale giovanile e a quella dell'educazione – ha osservato il presule–. In queste tre aree di azione, insieme anche alla pastorale vocazionale, stiamo rafforzando le nostre iniziative in difesa della famiglia".
 
Accanto alla questione della difesa della famiglia, la Chiesa del Paese – il più grande dell'America centrale e uno dei più poveri dell'emisfero occidentale – ha anche "il problema dell'evangelizzazione, in cui ognuno di noi è coinvolto". "Tutto questo – sottolinea monsignor Brenes Solórzano – è oggi illuminato dall'evento di Aparecida che ci sta portando a sviluppare tutto un lavoro di evangelizzazione nella prospettiva già indicata da Papa Giovanni Paolo II: quella di una nuova evangelizzazione".
 
La V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e del Caribe, celebrata ad Aparecida (Brasile) nel maggio 2007, ha infatti indicato la direzione "del discepolato e della missionarietà".  Quanto al problema delle vocazioni e a quello delle sette, l'Arcivescovo riconosce che si sta "cercando una soluzione pastorale", aggiungendo che "la Chiesa è per sua natura missionaria" e dopo Aparecida ha la grande sfida di consolidare la sua identità.
 
"Lo Spirito Santo ci stia chiamando a un cambio e a una conversione pastorale che comincia da noi stessi", ha affermato. "Vedo un momento grande dello Spirito in questo Continente che il Santo Padre ha voluto chiamare 'continente di speranza e amore' e credo che lo Spirito Santo stia favorendo tutto un grande lavoro in cui noi possiamo riprendere ciò che è proprio dell'identità stessa della Chiesa".
 
Il Nicaragua ha una popolazione di circa 5.300.000 abitanti, per l'89% cattolici. La Provincia ecclesiastica del Paese è composta da un'Arcidiocesi – quella della capitale Managua –, sei Diocesi suffraganee e un Vicariato apostolico.

La sfida dell'aborto in Messico è innanzitutto culturale!

Sostiene Rodrigo Guerra, della Pontificia Accademia per la Vita
di Jaime Septién - Zenit.org - 2 settembre 2008
[Traduzione dallo spagnolo e adattamento di Roberta Sciamplicotti]
 
La settimana scorsa, la Suprema Corte di Giustizia del Messico (SCJN) ha definito la costituzionalità della legge che depenalizza l'aborto nel Distretto Federale fino alla 12ª settimana di gestazione. In breve, ci sarà una tesi giurisprudenziale che permetterà che in altri luoghi della Repubblica Messicana si possano implementare leggi simili. Il caso si inscrive nell'ampio processo globale che anima una cultura che sminuisce la vita, soprattutto quella dei più deboli e vulnerabili.
 
Per questo motivo, ZENIT-El Observador ha interpellato Rodrigo Guerra López, dottore in Filosofia presso l'Accademia Internazionale del Liechtenstein e autore di importanti testi sull'antropologia, la bioetica e la filosofia sociale.
Attualmente direttore del Centro di Ricerca Sociale Avanzata (CISAV), Guerra è membro della Pontificia Accademia per la Vita ed è comparso davanti alla Suprema Corte come esperto di Biofilosofia. Recentemente ha ricevuto la medaglia "Iustitia et Pax" del Pontificio Consiglio omonimo per il suo contributo alla promozione e alla difesa della dignità umana.
 
L'esperto ha spiegato che la "deplorevole decisione della Suprema Corte" ha "un evidente significato giuridico: per i Ministri, la vita umana non è protetta costituzionalmente fin dalla fecondazione attraverso le garanzie che presenta la Carta nella sua parte cosiddetta 'dogmatica'".
"Ciò – osserva – rende l'embrione umano estremamente indifeso durante le prime fasi del suo sviluppo". Secondo Guerra, tuttavia, il principale significato della decisione "è di ordine culturale": "la comprensione dell'universalità dei diritti umani è stata sfigurata visto che la vigenza del diritto alla vita viene circoscritta ad alcuni esseri umani, quelli che possiedono certe caratteristiche funzionali, e non riconosciuta a tutti senza eccezione". "Uno Stato che opera in base a questa premessa mina le sue basi teoriche e pragmatiche", denuncia.
 
[...] Quando il diritto alla vita viene ristretto a un certo tipo di esseri umani, "il potere diventa autoreferenziale", cioè "misura di se stesso, aprendosi così la possibilità che tutti possiamo essere prescindibili". "Uno Stato che non difende il diritto alla vita dalla fecondazione fino alla morte naturale incorre in gravi contraddizioni teoriche e sfocia gradualmente in assurdi pratici, come dimostra la storia".
 
Per correggere questa situazione, Guerra auspica una ricostruzione della parte dogmatica della Costituzione messicana, ma ribadisce che "la battaglia principale è di ordine non politico, ma culturale".
"Perché gli eventuali trionfi politici a favore della vita non siano deboli o effimeri, si richiede un lavoro nel settore dell'istruzione, della coscienza, degli atteggiamenti", ha constatato. In questa situazione, i cattolici devono riscoprire "l'importanza di lavorare in comunione in modo stabile", perché "se c'è qualcosa che indebolisce la presenza dei cattolici nella vita pubblica è la divisione, è il protagonismo fatuo, è l'atteggiamento settario".
 
Perché possano aver voce anche in politica e portare avanti la loro battaglia a favore della vita, è necessario che la loro coscienza "non sia sedotta dalle promesse e dal glamour del potere politico". "Noi cristiani siamo forti quando recuperiamo ciò che essenziale: il fatto che Gesù Cristo è una Persona viva che ci viene incontro rispondendo e superando le aspettative del nostro cuore".
 
Per realizzare questo, bisogna essere consapevoli del fatto che "il cristianesimo è un metodo": "Dio ha scelto una condizione umana per fare irruzione nella storia. Per questo, l'Incarnazione ci mostra il cammino per coinvolgerci in tutto ciò che è umano, anche in quello che è più particolare e concreto".
Accanto a ciò, bisogna sempre ricordare che "questo coinvolgimento possiede una dimensione comunitaria essenziale", perché "il cristianesimo, riscoprendosi come esperienza di comunione, permette che sorga un soggetto sociale nuovo, caratterizzato dalla responsabilità di tutti nei confronti del loro destino".
 
E' in questo che consiste "l'apporto dei cristiani per la costruzione di una 'nuova cittadinanza'", in cui "essere cittadino non significa principalmente raggiungere una certa 'maggiore età', ma acquisire una coscienza circa la responsabilità che possediamo di fronte alla realtà". "Nella misura in cui la Chiesa come 'communio' assume il metodo menzionato, la società si arricchisce con l'apporto specifico che solo il cristianesimo può dare".
 
Per raggiungere questo obiettivo, la via proposta da Guerra è seguire la Dottrina Sociale della Chiesa, in cui "i credenti e tutti gli uomini di buona volontà possono trovare le ragioni per costruire una società in cui esista come opzione decisiva l'affermazione della vita e della dignità di tutti allo stesso modo".

01 settembre 2008

Messico: dopo il via libera all'aborto, serve "coscienza sociale"

Ad affermarlo il Presidente della Conferenza Episcopale
Zenit.org - 1° settembre 2008
 
Dopo la decisione della Suprema Corte di Giustizia della Nazione (SCGN) con cui la legge che depenalizza l'aborto fino alla 12ª settimana è stata avallata come provvedimento che non viola la Costituzione del Messico, ci sono stati molti commenti sulla stampa nazionale su una presunta "sconfitta" della Chiesa, che difende la vita dei concepiti.
Giovedì, otto degli undici Ministri che compongono la plenaria della SCGN si sono espressi contro il provvedimento che mirava a revocare la costituzionalità della legge che depenalizza l'interruzione di gravidanza nella capitale messicana, in vigore dall'aprile dello scorso anno.

ZENIT ha interpellato al riguardo il Vescovo di Texcoco e presidente della Conferenza Episcopale Messicana, monsignor Carlos Aguiar Retes, che ritiene la decisione della SCGN più che una sconfitta "una sfida maggiore".
"Abbiamo bisogno di una maggiore coscienza sociale sulla cultura della vita e i diritti del concepito", ha affermato.
Per far questo, propone di "articolarci e organizzarci per chiarire alla società e alle sue istanze (come la stessa Suprema Corte di Giustizia della Nazione) i concetti da tutti i punti di vista e da tutte le dimensioni: a livello etico, culturale, medico, antropologico, sociale e giuridico".
Accanto a questo, monsignor Aguiar Retes ricorda che "è appena iniziata la generazione della coscienza sociale e questa deve farsi valere nel chiedere ai politici di legiferare in modo conforme al parere della società e alla verità". Nei riguardi dei tre Ministri che si sono pronunciati a favore dell'incostituzionalità della legge che depenalizza l'aborto fino a 12 settimane di gestazione, monsignor Aguiar Retes esprime "ammirazione e rispetto", riconoscendo che "non è facile andare contro la maggioranza".
I tre Ministri, ha osservato, "hanno saputo mantenere la propria posizione in modo molto degno. Hanno inoltre deciso il loro voto andando al cuore della questione, vale a dire al fatto che c'è vita umana fin dalla fecondazione". "Le argomentazioni presentate davanti alla Corte da quanti si sono manifestati a favore della vita sono più che sufficienti a dimostrare che l'esistenza inizia con il concepimento – ha concluso il presule –. Ora bisogna farle conoscere in tutti gli ambiti della società".