Per aderire all'iniziativa o per richiedere ulteriori informazioni scrivere a:
30 aprile 2008
Snaturate le linee guida della legge 40/2004 sulla PMA!
Intensificare le preghiere per la vita!
28 aprile 2008
Lettera dal Vaticano
23 aprile 2008
Omelia di Benedetto XVI per le esequie del Card. Trujillo
OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Altare della Cattedra, Basilica Vaticana
Mercoledì, 23 aprile 2008
Cari fratelli e sorelle!
"Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Gv 12,24). L'evangelista Giovanni preannuncia così la glorificazione di Cristo attraverso il mistero della sua morte in croce. In questo tempo di Pasqua, alla luce proprio del prodigio della Risurrezione, queste parole assumono un'eloquenza ancor più profonda e incisiva. Se è vero che in esse si avverte una certa tristezza per il prossimo distacco dai suoi discepoli, è anche vero che Gesù indica il segreto per sconfiggere il potere della morte. La morte non ha l'ultima parola, non è la fine di tutto, ma, redenta dal sacrificio della Croce, può essere ormai il passaggio alla gioia della vita senza fine. Dice Gesù: "Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna" (Gv 12,25). Se dunque accettiamo di morire al nostro egoismo, se rifiutiamo di chiuderci in noi stessi e facciamo della nostra vita un dono a Dio e ai fratelli, anche noi potremo conoscere la ricca fecondità dell'amore. E l'amore non muore.
Ecco il rinnovato messaggio di speranza che raccogliamo quest'oggi dalla Parola di Dio, mentre rendiamo l'ultimo saluto al nostro amato Fratello, il Cardinale Alfonso López Trujillo. La sua morte, sopraggiunta quando sembrava ormai essersi ripreso da una forte crisi di salute iniziata da oltre un anno, ha suscitato in tutti noi profonda emozione. Negli Stati Uniti, dove mi trovavo in visita pastorale, ho subito elevato a Dio una preghiera di suffragio per la sua anima ed ora, al termine della Santa Messa presieduta dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio cardinalizio, mi unisco con affetto a tutti voi per ricordare con quanta generosità il defunto Porporato ha servito la Chiesa e per ringraziare il Signore dei tanti doni di cui ha arricchito la persona e il ministero del compianto nostro Fratello.
Leggi la continuazione dell'omelia cliccando qui
Embryo: a defence of human life
Robert P. George, che è anche membro del Consiglio di bioetica che risponde al Presidente degli Stati Uniti, e Christopher Tollefsen, evitano il terreno delle argomentazioni religiose, per illustrare una serie di principi scientifici e filosofici che confermano lo status umano dell'embrione. Nel libro dal titolo "Embryo: A Defense of Human Life" (Doubleday), sostengono che l'embrione ha lo status di essere umano sin dal momento del concepimento.
Per leggere tutto l'articolo clicca qui
20 aprile 2008
16 aprile 2008
Buon compleanno, Santo Padre!

14 aprile 2008
Risultati elezioni politiche 2008 - Deo gratias!
12 aprile 2008
Regina Italiae, ora pro nobis!
Vi invitiamo ad unirvi a noi in comunione spirituale domani sera alle ore 19 per la recita di una corona del Santo Rosario: costituiremo in tal modo una catena di preghiera che, attraversando tutta l'Italia, coinvolgerá oltre 1200 persone per affidare con umiltá e fiducia alla Vergine Maria il buon esito delle imminenti elezioni.
Coloro che fossero impossibilitati a recitare per intero la corona del Rosario sono invitati a recitarne almeno una decina.
Regina Italiae, ora pro nobis!
In Gesú e Maria.
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
www.dueminutiperlavita.info - info@dueminutiperlavita.org
ps. Vi segnaliamo che nella sezione file scaricabili del nostro sito vengono aggiunti quotidianamente nuovi ed interessanti articoli di rassegna stampa liberamente scaricabili e consultabili.
11 aprile 2008
Identitá cattolica e democrazia
Il cristianesimo, al contrario, non è una minaccia per la democrazia, ma ne è il presupposto culturale indispensabile. Una reale democrazia, che non si confonda con le tante oligarchie oggi presenti nel mondo, si fonda essenzialmente su "valori condivisi", su una comune concezione culturale, nella quale si riconosca che il centro imprescindibile della società è la persona e non lo Stato.
Non è un caso che le democrazie moderne siano nate e si siano sviluppate in Paesi dalla lunga tradizione cristiana. Democrazia e relativismo non sono co-essenziali, al contrario il relativismo soffoca la democrazia che, non avendo più riferimenti, rischia il collasso su se stessa.Soltanto il recupero della centralità e della verità della persona, superando radicalmente il materialismo (che si è purtroppo concretizzato storicamente sia nel marxismo sia nel liberismo sfrenato), potrà essere garanzia di sopravvivenza per la democrazia.
Il fenomeno della marginalizzazione dei cattolici nella vita pubblica e nella politica, riguarda un numero di paesi sempre maggiore e pare essere un "ordine di scuderia" filosoficamente fondato e determinato. Il relativismo non è garanzia di democrazia né di possibile vita sociale buona. Speriamo che almeno i politici cattolici l'abbiano chiaro, poiché i primi ad essere "marginalizzati" sono proprio loro.
Purtroppo la diaspora politica dei cattolici è conseguenza di quella culturale. Su questo bisogna avviare una seria riflessione. Anche perché "lo spessore culturale raggiunto e la matura esperienza di impegno politico che i cattolici in diversi paesi hanno saputo sviluppare, specialmente nei decenni posteriori alla seconda guerra mondiale, non possono porli in alcun complesso d'inferiorità nei confronti di altre proposte che la storia recente ha mostrato deboli o radicalmente fallimentari" (Congregazione per la Dottrina della fede, Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, 24 novembre 2002, n. 7 ).
10 aprile 2008
Le politiche contro la vita dell'ONU & Co.
07 aprile 2008
Comunicato stampa sulle prossime elezioni del 13 e 14 aprile 2008
CON PREGHIERA DI MASSIMA DIFFUSIONE
***
7 aprile 2008
S. Giovanni Battista de La Salle
In merito alle prossime consultazioni elettorali del 13-14 aprile 2008 "Due minuti per la vita" esorta a votare e a fare votare solo per quei partiti i cui programmi e candidati* risultino per chi osservi in buona fede e sia dotato di retta ragione maggiormente in linea con i principi contenuti nell'insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa, soprattutto alla luce di quelli che Benedetto XVI nel Discorso del 30 marzo 2006 ai partecipanti al Convegno promosso dal Partito Popolarte Europeo segnaló come «princici che non sono negoziabili [...] e cioé:
- tutela della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del concepimento fino alla morte naturale;
- riconoscimento e promozione della struttura naturale della famiglia, quale unione fra un uomo e una donna basata sul matrimonio,[
];
- tutela del diritto dei genitori di educare i propri figli».
Proprio in tale ottica di discernimento culturale e politico si propone all'attenzione e meditazione di tutti gli elettori la Nota Dottrinale su alcune questioni riguardanti l'impegno ed il comportamento dei cattolici nella vita politica, emessa dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 24 novembre 2002, quando ne era Prefetto il Card. Joseph Ratzinger.
Risulta oltremodo opportuno ricordare questo documento proprio perché esso «intende [
] richiamare alcuni principi propri della coscienza cristiana che ispirano l'impegno sociale e politico dei cattolici nelle società democratiche. E ciò perché in questi ultimi tempi, spesso per l'incalzare degli eventi, sono emersi orientamenti ambigui e posizioni discutibili, che rendono opportuna la chiarificazione di aspetti e dimensioni importanti della tematica in questione.» (n.1)
Nella sezione file scaricabili sul sito www.dueminutiperlavita.info é presente il testo completo della Nota, per la quale si auspica la piú ampia diffusione possibile.
Nei giorni che ancora mancano dalle elezioni i responsabili di "Due minuti per la vita" invitano tutti i credenti a ricorrere al potente mezzo della preghiera perché lo Spirito Santo illumini la mente degli italiani e la Vergine Madre ne guidi la mano al momento in cui - nel segreto della cabina elettorale, di fronte al giudizio della propria coscienza e di Dio (!) essi esprimeranno il loro voto!
Solo attraverso l'intercessione delle preghiere si puó infatti sperare che la nostra amata Italia possa avere un governo in qualche modo degno della Sua antica sebbene ormai vergognosamente misconosciuta tradizione autenticamente cattolica!
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
www.dueminutiperlavita.info - info@dueminutiperlavita.org
* Con riferimento ai candidati essi saranno da valutare in considerazione della suddivisione per circoscrizioni elettorali (per il voto alla Camera) e per Regioni (per il voto al Senato) alla luce: 1) delle dichiarazioni rilasciate durante la campagna elettorale in merito ai temi etici piú rilevanti 2) del comportamento tenuto, durante precedente legislatura (nell'ipotesi essi fossero giá stati eletti alla scorsa tornata elettorale), nei confronti degli stessi temi.
Benedetto XVI sulle piaghe del divorzio e dell'aborto
Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!
E' con grande gioia che mi incontro con voi in occasione del Congresso Internazionale "L'olio sulle ferite". Una risposta alle piaghe dell'aborto e del divorzio, promosso dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, in collaborazione con i Knights of Columbus. Mi compiaccio con voi per la tematica che è oggetto delle vostre riflessioni di questi giorni, quanto mai attuale e complessa, e in particolare per il riferimento alla parabola del buon samaritano (Lc 10, 25-37), che avete scelto come chiave per accostarvi alle piaghe dell'aborto e del divorzio, le quali tanta sofferenza comportano nella vita delle persone, delle famiglie e della società. Sì, davvero gli uomini e le donne dei nostri giorni si trovano talvolta spogliati e feriti, ai margini delle strade che percorriamo, spesso senza che nessuno ascolti il loro grido di aiuto e si accosti alla loro pena, per alleviarla e curarla. Nel dibattito, spesso puramente ideologico, si crea nei loro confronti una specie di congiura del silenzio. Solo nell'atteggiamento dell'amore misericordioso ci si può avvicinare per portare soccorso e permettere alle vittime di rialzarsi e di riprendere il cammino dell'esistenza.
Per leggere la continuazione dell'Udienza di Benedetto XVI clicca qui
06 aprile 2008
05 aprile 2008
Vietato parlare male dell'aborto!
03 aprile 2008
Un aborto troppo facile
(C) Il Foglio - 2 aprile 2008 - prima pagina
Piccola storia ignobile dell'ultimo giorno di un bambino di 14 settimane. E di come basti un maschio prepotente e un medico compiacente per interrompere in silenzio una gravidanza, violando due volte la legge 194
Giovedì di primo pomeriggio mi telefona il signor Mario, mi presenta la situazione difficile e critica di Rossana, quasi 19 anni e prenotata per un aborto la mattina dopo, venerdì. E' alla quattordicesima settimana di gravidanza, quindi questo passerà come 'aborto terapeutico'. Chiedo di poter parlare almeno al telefono con la ragazza. Rossana mi chiama, mi dice di non voler assolutamente avere questo figlio per le condizioni difficili in cui si trova. Vive in casa con il padre del bambino, che fa uso di stupefacenti e non vuole saperne, vuole assolutamente che lei interrompa la gravidanza. Lei ha un piccolo lavoro a tempo determinato. La sua famiglia non la sostiene affatto. Le offro subito tutto l'aiuto che possiamo: la possibilità di andare ad abitare in una piccola casa autogestita, con altre ragazze. E un sostegno economico, il solito poco-tanto che riusciamo a dare, trecento euro al mese per diciotto mesi e tutte le 'solite cose' di cui hanno bisogno una mamma e il suo bambino, pannolini compresi. Lei continua a farmi capire la difficoltà della sua situazione, dovuta certamente anche a una storia personale difficile. La invito per un colloquio: accetta titubante, 'quasi' volentieri. Ma mezz'ora dopo mi chiama ancora il signor Mario: Rossana non verrà, perché la sua datrice di lavoro non le permette di assentarsi. Domani andrà direttamente all'ospedale".
Paola Bonzi delle donne che abortiscono si occupa da trent'anni , e adesso lo fa anche da candidata di "Aborto? No, Grazie", ma la reazione è sempre la stessa, dolorosa. "Mi sento spettatrice di un aborto fuori legge, contro il quale sono completamente impotente. Continuo a pensarci, fino a quando mi risolvo a far contattare da un collaboratore il direttore sanitario dell'ospedale in cui Rossana si recherà, domani mattina, per chiedere che a questa ragazza venga data la possibilità di un colloquio con qualcuno in grado di valutare. I motivi della mia decisione sono chiari: certo, c'è il senso dell'ingiustizia della soppressione di una vita umana, e c'è la consapevolezza del dolore che questa ragazza dovrà sopportare dopo l'interruzione della sua gravidanza. Ma c'è anche la consapevolezza della violazione della legge 194". E questo è un fatto. [...] Perché per abortire a quattordici settimane occorre un certificato di uno psicologo o di uno psichiatra, che faccia una diagnosi di un 'grave pericolo' per la 'salute psichica o fisica della donna'. Io ho parlato, anche se solo per telefono, con questa ragazza e non ho risscontrato nessuno di questi motivi. Anzi, i suoi ragionamenti erano perfettamente consequenziali e la sua lucidità addirittura impressionante. Per questo ho chiesto al direttore sanitario che prima di farla abortire le si offrisse la possibilità di un colloquio che potesse valutare il 'grave pericolo' per la sua salute psichica o fisica".
"Ho sperato, ma invano. Rossana ha abortito. Mi ha colpito una cosa che mi ha detto il signor Mario, il giorno dopo: 'Non ho dormito tutta la notte, pensavo a quel bambino, ancora vivo, al caldo nell'utero di sua madre e che al mattino sarebbe stato spezzettato". Ma c'è un'altra cosa che colpisce Paola Bonzi ed è che questo aborto, quest'ultimo giorno nella vita di un bambino mai nato, è uno dei tanti aborti indifferenti di un giorno come tanti. "E fatto illegalmente, due volte in violazione della legge 194. La prima, perché la legge dice che nessuna donna può essere fatta abortire per motivi di disagio sociale o economico, e questo è proprio il caso lampante (ai sensi dell'art. 4 della legge 194/1978 le ipotesi in presenza delle quali é possibile abortire in Italia nei primi 90 giorni di gravidanza sono talmente estese da configurare un aborto on demand, un vero e proprio ius vitae ac necis della madre sul figlio!, ndr). La seconda, perché dopo quattordici settimane per abortire serve la certificazione di un 'grave rischio' psichico o fisico, in questo caso il certificato è stato fornito diciamo quantomeno con leggerezza. E' questa la società che vogliamo, per i nostri figli, la società dove vince la legge del più forte?".
Il fatto è accaduto, finito, andato. Non ci sono sirene da chiamare, streghe da cacciare, nomi da identificare, privacy di una giovane donna ("che poveretta ha già la sua sofferenza") da violare. Pure i nomi e le date sono fantasia. Non c'è niente di tutto l'armamentario allarmista anti-lista pazza che di solito i moralmente indifferenti scatenano. Ma è una piccola storia ignobile che bisognava raccontare. Per tutte quelle che accadono, uguali, e sono tante. E Paola Bonzi lo sa. E lo sanno anche gli indifferenti.
02 aprile 2008
Il Card. Cañizares, ovvero la "lama di Toledo"
L'aborto, la cultura e le legislazioni abortiste, l'ideologia del genere e la sua deriva nichilista, l'autonomia dell'uomo contemporaneo e il nuovo concetto di diritto
Nell'intervista da Lei rilasciata al Corriere della Sera l'11 marzo scorso abbiamo letto con entusiasmo la sua adesione alla campagna per la moratoria sull'aborto. Lei ha anche detto che l'aborto "è il peggior degrado della storia dell'umanità". Perché ritiene che il tema dell'aborto sia oggi così decisivo, più importante rispetto ad altri problemi? L'aborto è la violazione del diritto più fondamentale e sacrosanto di tutti i diritti umani: il diritto alla vita, intimamente connesso a ciò che c'è di più essenziale della dignità inviolabile di ogni essere umano, base della convivenza tra gli uomini, base della società. Nell'aborto si viola il "non uccidere", un assoluto inscritto nella natura umana e che appartiene alla "grammatica comune" dell'essere umano. Si tratta di un crimine contro la persona e la società, perpetrato, inoltre, contro esseri umani innocenti, deboli e indifesi. Legittimare la morte di un innocente per mezzo dell'aborto mina e distrugge, dunque, il fondamento stesso della società. La generalizzazione tanto massiccia ai nostri giorni dell'aborto legale sono molti milioni all'anno in base a legislazioni permissive, nell'una o nell'altra maniera a favore dell'aborto, costituisce una grandissima sconfitta dell'umanità: sono stati sconfitti, in realtà, l'uomo e la donna. E' stata sconfitta la società basata sul bene comune, giacché con l'aborto si sacrifica la vita di un essere umano a beni di valore inferiore e si sottomette il bene comune all'eliminazione della vita a favore il più delle volte di un benessere. E' stato sconfitto il medico che ha rinnegato il giuramento e il titolo più nobile della medicina: quello di difendere e salvare la vita umana. Sono stati sconfitti i legislatori e coloro che devono applicare il diritto, chiamati tutti costoro a realizzare la giustizia e difendere il debole. Viene pure sconfitto lo stato di diritto, che ha rinunciato alla protezione fondamentale che deve al sacrosanto diritto della persona alla vita; lo stato invece di intervenire, secondo la sua missione, per difendere l'innocente in pericolo, impedendo la sua morte e assicurando, con mezzi adeguati, la sua esistenza e la sua crescita, con le sue leggi permissive contro la vita umana, come è l'aborto legale, sta autorizzando, di fatto, la violazione di un diritto fondamentale e l'esecuzione di "sentenze di morte" ingiuste, senza che, per giunta, il morituro possa difendersi; cosí non si sostiene lo stato di diritto. Possiamo approfondire ancora. Le legislazioni favorevoli all'aborto pongono in questione il carattere di "umano" di questo nuovo essere vivo dal momento in cui è concepito o portato in grembo. In queste legislazioni, questo essere vivo è una cosa, un qualcosa, non un qualcuno, un chi, a cui non si possa sottrarre la condizione di essere personale, inerente a ogni essere umano. Con ciò, non solo viene gravemente posto in questione il diritto fondamentale dell'uomo alla vita, ma anche la persona stessa. A partire da qui già non si sa più chi è il soggetto del diritto fondamentale alla vita: l'essere umano simpliciter ut talis, in quanto tale o quello che decidono di considerare come tale i legislatori, le maggioranze parlamentari, il potere, insomma? Qui c'è una questione di fondo gravissima: chi, quando e come si è uomo. Chi lo decide? O sta nelle mani dell'uomo del potere decidere quando si è persona? Tutto ciò ha conseguenze enormi, per esempio, nel campo della concezione dei diritti umani, della creazione o dell'allargamento di "nuovi" diritti eccetera. Per questo il tema dell'aborto è tanto decisivo, più importante di altri problemi. Così si comprende come sia il problema più grave che si è avuto nella storia dell'umanità e quello che segna una frattura tra l'uomo e la società mai accaduta prima. Presto l'umanità se ne vergognerà, come si vergogna della schiavitù o di genocidi ancora a noi tanto vicini. [...]





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