URGENTE


12 settembre 2008

Eluana Englaro: Pg di Milano chiede di sospendere il decreto della Corte di Appello

La Procura generale di Milano ha presentato ieri la richiesta di sospensiva del provvedimento che autorizza l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione di Eluana Englaro
di Paolo Ferrario - (C) Avvenire - 11 settembre 2008 - pagina 11
 
Sospendere l'esecuzione del decreto del 9 luglio con cui la Corte d'appello civile di Milano aveva autorizzato l'inter­ruzione dell'alimentazione e del­l'indratazione di Eluana Englaro, la donna 37enne di Lecco che da sedici anni vive in stato vegetativo. La richiesta è stata depositata ieri mattina dal sostituto procuratore generale del ca­poluogo lombardo, Maria Antonietta Pezza; lo stes­so magistrato, alla fine di luglio, aveva già firmato il ricorso in Cassazione contro il decreto.

Le motivazioni della richiesta di sospensiva sono sta­te illustrate dal sostituto pg in una mezza paginetta depositata alla cancelleria della sezione "volontaria giurisdizione" e trasmessa al presidente della sezio­ne feriale della Corte d'appello Roberto Pallini. Secondo la Pro­cura generale, che ritiene la ri­chiesta «una prassi consolidata in casi del genere in attesa del­l'esito del ricorso in Cassazione», il decreto dei giudici d'appello non può essere esecutivo in quanto è un provvedimento in materia di status della persona.
 
Qualora la Corte lo ritenesse in­vece esecutivo, la Procura generale ne chiede la so­spensione perchè, mettendo in pratica la decisione, si renderebbe la situazione irreversibile. In pratica, il distacco del sondino nasogastrico porterebbe Elua­na a morire di fame e di sete.
 
Dopo la presentazione del ricorso, la parola torna al­la prima sezione civile della Corte d'appello, che, con un collegio diverso da quello che ha firmato il de­creto del 9 luglio, dovrà decidere se sospendere l'e­secutività della sentenza. La camera di consiglio si terrà non prima di quindici giorni, tempo necessa­rio ai legali della famiglia Englaro e alla curatrice spe­ciale di Eluana per preparare le controdeduzioni.
Intanto, sempre ieri, gli avvocati di Beppino Englaro hanno notificato il controricorso in Cassazione con il quale sostengono «infondato e inammissibile» il ricorso del pg Pezza alla Suprema Corte.
La richiesta di sospensiva è stata accolta con «grande soddisfazione» dal sottosegretario al Lavoro, Sa­lute e Politiche sociali, Eugenia Roccella che, in una nota, ribadisce: «Questa decisione conferma che quel provvedimento non poteva essere eseguito in as­senza di una sentenza definitiva» (precisa la scrivente Associazione che - anche qualora fosse autorizzato da una sentenza definitiva - quel provvedimento non potrà nè dovrà mai essere eseguito, perchè contrario alla legge naturale!, ndr). La sospensiva, pro­segue il sottosegretario, «evita così di trasformare il caso Englaro in un gravissimo precedente giudizia­rio: Eluana rischiava di essere staccata dal sondino e quindi di morire, prima di aver ottenuto una sen­tenza certa e definitiva». (il fatto gravissimo è che Eluana rischia di essere uccisa lasciandola morire di fame e di sete; il fatto che rischiasse di essere uccisa senza tutti i crismi di una sentenza definitiva ci sembra sinceramente - di fronte a tale vile attentato alla vita umana - un dettaglio!, ndr)
 
Di «buona notizia» parla anche la senatrice Laura Bianconi, vice-capogruppo dei senatori del Pdl, men­tre il vice-presidente della Camera, Maurizio Lupi si dice «sollevato» e Isabella Bartolini, componente del direttivo "azzurro" a Montecitorio assicura che con­tinuerà «a combattere per difendere il principio del­l'indisponibilità della vita umana». Concetto ripre­so dal vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Enrico La Loggia, secondo il quale «nessun giudice può ordinare un'eutanasia per sentenza». Il vice-presidente vicario dei se­natori del Pdl, Gaetano Qua­gliariello, invita, invece, il Par­lamento a «non perdere tem­po ». La richiesta di sospensiva è infatti «la smentita di quanti ritenevano di poter trovare per via giudiziaria una soluzione ai drammatici problemi connessi al termine dell'esi­stenza». [...]
Per le parlamentari del Partito democratico Ema­nuela Baio e Paola Binetti, infine, la richiesta di so­spensiva è «un sì alla vita» [...].