e se in Italia fossimo più attenti alla salute delle donne?
di Elena Vergani (C) IL FOGLIETTO* n. 2 maggio 2008 - pag. 2
Il prossimo 5 giugno il Gip del Tribunale Penale di Roma si pronuncerà sulla denuncia di omissione di atti d'ufficio di tre medici di due ospedali della città, che non hanno prescritto la pillola del giorno dopo: il pm titolare dell'inchiesta ha già chiesto l'archiviazione, ma l'avvocato dell'associazione Luca Coscioni si oppone. Problemi analoghi a Pisa, dove un fascicolo d'indagine è stato aperto in Procura contro altri tre medici. In Piemonte non ci sono denunce in atto, ma una serie di circolari di Direttori di Dipartimento e di Direttori sanitari che dicono che il medico "è tenuto alla prescrizione" altrimenti il suo comportamento "costituirà grave omissione nell'ambito degli obblighi previsti dalla Convenzione". I ginecologi obiettori secondo la legge 194/78 sono in numero crescente: 69.2% a livello nazionale, 62.9 n Piemonte.
Sono molte le obiezioni che vengono fatte agli obiettori, ma ancor di più a nostro avviso le contro-obiezioni.
Obiezione: La legge 194/78 prevede solo l'obiezione per l'aborto
Risposta:"Il medico al quale vengano richieste prestazioni che contrastino con la sua coscienza o con il suo convincimento clinico può rifiutare la propria opera" (Codice di deontologia medica art.22) a meno che si tratti di farmaco salvavita. Dunque l'obiezione di coscienza è più ampia della 194/78
Obiezione: La pillola del giorno dopo è anticoncezionale e non abortiva perchè blocca l'ovulazione o l'annidamento dell'ovulo fecondato
Risposta: Appunto perché può impedire l'annidamento (come è scritto anche sul foglietto illustrativo) è abortiva, in quanto elimina l'embrione che ha incominciato ad esistere dalla fecondazione, annidato o non ancora nella parete dell'utero. Perciò l'obiezione di coscienza in questo caso è compresa anche nella Legge 194/78
Obiezione: E' incivile il comportamento dei medici obiettori, in maggioranza cattolici: nella sfera privata il loro diritto è garantito, nella sfera pubblica (medici di strutture pubbliche)no. Si tratta di interruzione di pubblico servizio. Impediscono l'esercizio della libertà della donna.
Risposta: La prescrizione di un farmaco impegna la responsabilità professionale di un medico privato o pubblico che sia, cattolico o ateo. Qui si tratta di un farmaco ormonale, e qualche effetto collaterale può darlo: la ricetta è giustificata. Nessuno può obbligare però un medico a prescrivere un farmaco su semplice richiesta, tanto più che la persona richiedente può essere motivata a non informare su sue richieste precedenti, anche recenti.
Obiezione: La pillola del giorno dopo potrebbe essere concessa a richiesta preventiva: ha aperto in questa direzione
Risposta: E' un consiglio senza senso. L'atto medico viene isolato completamente dal suo contesto. La prescrizione potrebbe essere usata da chiunque. E in qualunque tempo: se è subentrato un fatto medico che ne controindica l'uso, non c'è nessun controllo.
Obiezione: In altri paesi europei è liberamente distribuita in farmacia
Risposta: Vuol dire che in Italia siamo più garantisti della salute delle donne
*Periodico del Movimento per la Vita di Torino

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